Il Tar di Lecce non è in crisi, ma rischia gli aumenti dei costi della giustizia

"Il Tar di Lecce non è in crisi, eppure rischiano di aumentare i costi della giustizia". Al via il nuovo Anno Giudiziario. Ridotto l'arretrato. Nella relazione del presidente Ravalli, la tutela ambientale dice: “Ci siamo sempre mossi nei limiti stabiliti dalla legge”.

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LECCE- La crisi non ha colpito il Tar di Lecce, almeno non per il momento: 2286 ricorsi nel 2013, un trend in leggero aumento rispetto allo scorso anno, in rotta di collisione con quanto sta accadendo in altri Tribunali amministrativi d’Italia, in cui la riduzione sarebbe legata anche al costo di acceso alla giustizia.

Un costo che però aumenterà a breve, come denunciato nel corso della cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario al Tar.

Nel Salento inoltre, è stato ridotto l’arretrato di 395 ricorsi, con pendenze che risalgono al massimo al 2008. Nota di merito che da sempre caratterizza questo settore. Tutti i numeri della giustizia amministrativa sono stati illustrati nel corso della relazione del presidente Antonio Cavallari per l’inaugurazione dell’anno giudiziario.

Tanti i settori nevralgici di intervento, primo fra tutti l’ambiente, con le decisioni relative all’Ilva, le vicende relative alla bonifica del sito di interesse nazionale a brindisi, il gasdotto tap, e gli stabilimenti balneari sulla costa salentina.

Nel corso dell’intervento del professor Ernesto Sticchi Damiani, in rappresentanza della camera amministrativa, il pensiero di tutti è andato all’inchiesta che vede coinvolto il presidente Cavallari per via di un decreto cautelare con cui fu accolto il ricorso d’urgenza di una società che si era vista revocare l’aggiudicazione provvisoria del servizio di raccolta di rifiuti sulla scorta di un’informativa antimafia. E il professore, in quanto rappresentante della camera amministrativa ha fatto riferimento anche ad un’altra importante novità: la nascità la settimana prossima dell’unione nazionale delle camere amministrative.