Ricco e invalido, maxi sequestro all’ex boss di San Donato

Un patrimonio da due milioni e mezzo di euro non giustificato è stato sequestrato dalla Dia di Lecce a Mario Grande di San Donato. L'uomo, ormai 80enne, era considerato il boss del paese, autore di rapine anche sanguinose. I beni intestanti anche alla moglie e ai due figli.

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SAN DONATO-  Oggi Mario Grande, considerato l’ex boss di San Donato di Lecce , ha 79 anni e la sua attività criminale sembra essere cessata da tempo. Negli anni ’80 si era dato da fare però, con una serie di rapine a banche e furgoni portavalori, reati, solo i più eclatanti, per i quali era stato condannato ad oltre 10 anni di carcere, già abbondantemente scontati. Era considerato la mente del gruppo, capace di organizzare anche assalti armati a furgoni portavalori, come quello avvenuto in provincia di Lecce nel 79, quando ci fu un conflitto a fuoco anche con la polizia.

Dal ’90 Mario Grande, destinatario in queste ore del sequestro di tutti i suoi beni ad opera della Dia di Lecce, era a piede libero. Il suo spessore criminale, come affermato dal dott. Leonzio Ferretti, capo sezione operativa della Dia di Lecce, è confermato anche dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia che lo indicano come il boss della zona. Ma alla soglia degli 80 anni non era più attivo e insieme alla moglie usufruiva da decenni di una pensione di invalidità.

Evidentemente però i suoi trascorsi gli hanno permesso di accumulare un ingente patrimonio di cui ha potuto godere insieme a moglie e figli sino a qualche ora fa. Sino a quando gli uomini della Dia hanno bussato alla porta della sua abitazione di San Donato notificandogli il sequestro disposto dalla Seconda Sezione Penale del Tribunale di Lecce.

L’uomo probabilmente sarà caduto dalle nuvole: l’accertamento patrimoniale da parte della Dia e la constatazione dell’enorme difformità tra redditi dichiarati e patrimonio è avvenuta per un puro caso. Durante le indagini sui recenti assalti ai furgoni portavalori nelle diverse provincie salentine è venuto fuori il suo nome.

I beni sequestrati hanno un valore complessivo di 2 milioni e mezzo di euro: si tratta di una villa, 8 appartamenti, locali commerciali, 6 ettari di terreni agricoli, tutti a San Donato, 2 appartamenti a Torre dell’Orso, e altri terreni tra Lecce e Porto Cesareo.

Beni intestati a lui , alla moglie Rosanna Perrone, ai due figli Mauro e Antonia Donata e al genero Francesco Gemma.  Nulla, nella loro attività, può giustificare un patrimonio di tale portata: Mario Grande e la moglie risultano saltuari venditori ambulanti di pollame. Gli altri congiunti in passato erano stati titolari di piccole attività commerciali ora chiuse.

Nel lungo curriculum dell’ 80enne anche una condanna nell’ambito di un’inchiesta invalidopoli tutta salentina: secondo i giudici avrebbe corrotto i membri di una commissione per ottenere indennità d’accompagnamento a favore di persone che per ringraziarlo lo avrebbero coperto di denaro.

Mariella Costantini