Francavilla 2014, anche Bungaro lascia NCD e torna a FI: “Troppi personalismi”

E dopo Fumagalli, anche ll'ex vicesindaco Mimmo Bungaro lascia Nuovo Centrodestra e torna a Forza Italia. A pesare sulla decisione "personalismi e risentimenti personali". Ma anche il mancato appoggio dei centristi alfaniani al candidato forzista Antonio Sgura.

MIMMO_BUNGARO

FRANCAVILLA- “Dopo una sincera e convinta adesione al Nuovo Centro Destra e, dopo aver vissuto questi due mesi con grande intensità insieme ad un gruppo di amici, oggi, purtroppo, bisogna riconoscere che non sussistono più le condizioni per continuare questa esperienza, soprattutto determinata da cogenti difficoltà di “dialettica interna”. TROPPI TATTICISMI, TROPPI RISENTIMENTI PERSONALI, TROPPI PERSONALISMI“.
A dichiararlo è l’ex sindaco di Francavilla Fontana Mimmo Bungaro che, bissando quanto fatto due giorni prima dall’ex assessore Francesco Fumagalli, lascia Nuovo Centrodestra ritronando, nei fatti, alla casa madre. Ovvero Forza Italia. Ovvero, alla corte del candidato Sindaco Antonio Sgura, vincitore delle primarie di novembre cui aveva partecipato anche lo stesso Bungaro.

E sarebbe proprio il mancato appoggio da parte degli Alfaniani all’ortopedico, mescolato ai già citati “tatticismi” e “personalismi”, ad aver convinto l’ex amministratore a tornare sui suoi passi. “Il mio non è un ritorno alla corte di qualcuno – precisa Bungaro. Del resto non mi sono mai allontanato dal progetto politico di Berlusconi condiviso anche da Angelino Alfano. Con il Nuovo Centro Destra contavo in una naturale alleanza oltre che un sostegno deciso verso l’amico Antonio Sgura, al quale, la notte stessa dell’esito del ballottaggio, ho stretto la mano congratulandomi per la sua vittoria. Con il passare dei giorni ho toccato con mano che tale accordo non era praticabile visti i troppi personalismi e risentimenti personali – critica Bungaro – all’interno dei centristi locali”.

Il ritorno di Bungaro a Forza Italia era stato da molti già preventivato. A pesare sulla decisione, l’ufficializzazione, da parte degli esponenti del partito alfaniano, di una corsa in solitaria. “Nessun appoggio – avevano più volte ripetuto gli esponenti provenienti dall’area centrista vche fa riferimento a Ferrarese – al vincitore di primarie cui non abbiamo partecipato”.

Posizione legittima. Come quella di Bungaro che, ritornando tra i berlusconiani, tiene fede ad un patto siglato alla vigilia delle primarie. “Il vincitore – si disse – sarà poi supportato dagli altri partecipanti”. Tra questi, Bungaro sembra intenzionato a mantenere la promessa. Resta da vedere cosa faranno Romeo Lippolis, da tempo in silenzio, e Francesco d’Alema, anche lui transitato in Nuovo Centrodestra. Giacomo Leone ha già “infranto” il patto sposando l'”IDEA del candidato Domenico Attanasi.