I sindaci segnalano la mappa dei veleni, l’Arpa li denuncia alla Procura

I sindaci di Casarano e Ruffano segnalano i possibili siti in cui potrebbero essere interrati rifiuti tossici, ma l'Arpa li denuncia alla Procura: “Dovevano essere loro a vigilare”.

Direttore Arpa Puglia Giorgio Assennato

CASARANO- I sindaci segnalano la mappa dei possibili rifiuti interrati, ma l’Arpa li denuncia alla Procura della Repubblica. Se non fosse così seria e delicata, avrebbe del paradossale la vicenda che ha portato l’agenzia guidata da Giorgio Assennato allo scontro con i primi cittadini di Casarano e Ruffano e con la stessa Asl di Lecce, il cui direttore di dipartimento Gianni de Filippis si dissocia dalla lettera che il 6 febbraio Arpa ha spedito – tra gli altri – anche alla Procura della Repubblica.
I fatti sono questi: nel vertice in Prefettura sui rifiuti interrati il Procuratore aggiunto Ennio Cillo invitò le amministrazioni a collaborare con le indagini segnalando situazioni sospette. Il sindaco di Casarano, Gianni Stefàno e il sindaco di Ruffano, Carlo Russo, lo presero in parola. Sul tavolo della Procura arrivò quindi una lista di 42 siti in tutta l’area: eccola qui, con cave, discariche, sbancamenti e luoghi sospetti tra Casarano, Ruffano, Supersano, ma anche Melissano, Ugento, Collepasso, Matino.

Le indagini sui rifiuti interrati sono in pieno svolgimento, per cui non è dato sapere che valore abbiano quelle segnalazioni. Ma oltre che alla Procura di Repubblica, i due sindaci scrissero anche alla Repol, la rete di prevenzione oncologica coordinata dalla Asl di Lecce della quale fa parte anche l’Arpa.

Stefano e Russo chiesero il monitoraggio del suolo e della falda idrica nelle vicinanze di quei siti per comprendere lo stato di salute delle matrici ambientali. E proprio l’Arpa negli scorsi giorni ha risposto con una nota durissima, indirizzata non solo ai primi cittadini, ma anche alla Repol, alla provincia di Lecce, alla Regione Puglia nonché alla Procura della Repubblica. Nella lettera firmata da Giorgio Assennato, Massimo Blonda, Domenico Gramegna e dal dirigente del Dap Lecce Roberto Bucci, l’Arpa dice che “non è dato sapere se e quando i sindaci abbiano disposto le ordinanze delle operazioni di rimozione dei rifiuti e bonifica dei luoghi. È il responsabile degli abbandoni – si legge ancora nella lettera di Arpa – a dover procedere all’analisi del terreno e dell’acqua di falda. Per questo conclude Assennato – si sta chiedendo ad Arpa un improprio intervento che può essere valutato quanto meno come indebito impegno di risorse pubbliche.

Una lettera al vetriolo, insomma, nella quale il direttore generale Arpa fa presente non solo che a rimuovere eventuali rifiuti dovevano essere i sindaci ma anche che ad analizzare acqua e suolo dovevano essere i responsabili degli interramenti. “Ma è una pretesa assurda – replica un allibito Gianni Stefano – come si fa a chiedere a chi ha inquinato di misurare l’inquinamento? È come chiedere a chi deve essere impiccato di fornire la corda. E poi va detto che i sindaci hanno segnalato i siti sospetti non solo nei propri territori ma anche nei comuni vicini: che poteri ho io – chiede il sindaco di Casarano – nella bonifica del territorio di Ugento?”.

Dello stesso tenore le reazioni di Carlo Russo: “Le nostre segnalazioni erano collaborative – spiega il sindaco di Ruffano – a chi dobbiamo rivolgerci, se non all’Arpa, per avere un monitoraggio valido e affidabile delle matrici ambientali?”. E a sostegno dei primi cittadini si schiera il direttore del dipartimento di prevenzione della Asl di Lecce, Gianni de Filippis, che è anche il coordinatore della rete Repol.

“I sindaci sono i primi responsabili della salute del territorio – spiega – e hanno fatto benissimo a segnalarci le eventuali situazioni di rischio ambientale. Arpa fa parte del coordinamento Repol al quale le segnalazioni erano state inviate: per questo l’abbiamo trasmessa a Bari; spiace dirlo – conclude De Filippis – ma stavolta non possiamo che dissociarci da un’iniziativa dell’agenzia regionale che suona stonata rispetto ai nostri compiti”.