Pendinelli: “Gabellone si dimetta. Indennità inopportune”. La replica: “Tutto secondo legge”

Pendinelli chiede le dimissioni di Gabellone per l'indennità percepita nel cda della Fondazione Ico Tito Schipa. Il presidente replica che è tutto a norma di legge e che la sua amministrazione a ridotto del 40 per cento le indennità.

antonio gabellone

LECCE- “Il presidente Gabellone deve dimettersi perché cumula indennità a cui dovrebbe rinunciare”. Mario Pendinelli sferra un duro attacco all’amministrazione provinciale leccese tornando sul caso Ico Tito Schipa,  e puntando il dito sulle indennità previste per il consiglio di amministrazione.

Secondo l’interpretazione del consigliere di opposizione le 14 mila euro annuali destinate al presidente non sarebbero previste dalla legge 122 del 2010 che prevede che l’incarico per chi è titolare di cariche elettive, “inclusa la partecipazione a organi collegiali”, può dar luogo esclusivamente al rimborso delle spese sostenute.

In altre parole, dall’entrata in vigore di questa legge, cioè dal 2011, secondo questa norma, il presidente non avrebbe più potuto percepire quell’indennità. Gabellone risponde a stretto giro, citando la stessa legge e dichiarando che il richiamo a tale disposizione è fuori luogo, in quanto il “ruolo di presidente del Consiglio di amministrazione della  Fondazione Ico Tito Schipa non è un incarico, bensì una carica rinveniente da una esplicita previsione dello statuto della fondazione e anche se si fosse trattato di incarico conferito, ci saremmo trovati di fronte  a un incarico conferito da ente privato.

Il presidente respinge tutte le accuse e dichiara che Pendinelli non fa altro che promuovere l’antipolitica, “visto che dimentica che le indennità della giunta Gabellone sono state abbassate del 40 per cento”. Insomma, nulla quaestio per il presidente, che respinge anche le accuse sul caso della professoressa Giulia Celeste. Pendinelli aveva chiesto già in Consiglio provinciale chiarimenti sul mancato rinnovo della collaborazione con la professoressa, che lavora con l’orchestra dal ’93 con contratti a tempo determinato.

Il consigliere di Opposizione ha lanciato una provocazione in conferenza stampa: “Il presidente rinunci alla sua indennità per salvare quel posto di lavoro”. Gabellone replica, come aveva fatto durante il consiglio: “La professoressa non poteva continuare a lavorare con l’orchestra non solo per le difficoltà economiche, ma per “fatti spiacevoli”, testimoniati da autorevoli professionisti, ‘che hanno incrinato il rapporto di fiducia, non riferito alla professionalità ma ai comportamenti, con la Fondazione’”.