Fotovoltaico sporco: Provincia parte civile, Comune escluso

Al via il processo per il fotovoltaico sporco di Soleto. Si costituiscono parte civile la provincia e due associazioni ambientaliste formulando una richiesta di risarcimento danni milionaria. Esclusa la costituzione del comune di soleto per un difetto di forma.

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SOLETO- Si è aperta l’udienza preliminare del processo nato dall’inchiesta sul fotovoltaico sporco di Soleto. Il giudice Cinzia Vergine ha accolto la costituzione di parte civile della provincia di Lecce che, con l’avvocato Francesca Conte, ha avanzato una richiesta di risarcimento danni di 10 milioni di euro, ma anche di 2 associazioni ambientaliste. Si tratta di Italia Nostra, con l’avvocato Carlo Barone e Ambiente e Vita, con l’avvocato Roberta Castrignanò.
Escluso invece il Comune di Soleto per un difetto formale, assistito dall’avvocato Friz Massa, sulla scorta di due eccezioni sostenute dagli avvocati Carlo Gervasi e Luigi Corvaglia.

L’udienza proseguirà il prossimo 17 marzo. Il gup deve decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal sostituto procuratore Antonio Negro per i 13 imputati accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, frode alle pubbliche forniture, falsità ideologica, truffa aggravata, corruzione, falsità materiale e abuso d’ufficio.

E ora, rischiano di finire sotto processo Fabio Ancora, 45enne di Soleto, rappresentante legale ditta Tecno Lights Srl; Giovanni Cerullo, avvocato 43enne di Maglie; Nadia De Mitri, 44enne di Soleto, dipendente capo contabile della Tecno Lights; Vinicio Gregorio Giorgino, 55enne di Casarano, ingegnere, progettista e direttore dei lavori della società; Raffaele Zizzari, 64enne di Soleto, responsabile dell’ufficio tecnico del Comune, oggi in pensione.

L’inchiesta, condotta dalle Fiamme Gialle e dai carabinieri della Compagnia di Maglie nel luglio scorso, fece luce su una presunta organizzazione che smaltiva illecitamente rifiuti pericolosi sotto quattro parchi fotovoltaici ed una piazza del paese, realizzati con la compiacenza di funzionari comunali, anche attraverso una truffa con i finanziamenti pubblici.