Dopo la vittoria al Tar, l’appello ad Alfano per salvare la sede distaccata

Il Tar ha garantito al tribunale di Casarano di smaltire le vecchie pratiche che riguardano i processi civili, ma i comuni del sud Salento chiedono il ripristino delle vecchie attività. Lettera del Nuovo centrodestra casaranese ad Angelino Alfano: “Salvi la sede distaccata”.

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CASARANO- Ora che il Tar  ha annullato il decreto dell’ 8 luglio 2013, con il quale il Ministero della Giustizia sopprimeva definitivamente la Sezione Distaccata di Casarano del tribunale di Lecce, associazioni, politici e operatori della giustizia sono pronti a combattere il secondo round: tornare a lavorare a pieno regime. I giudici amministrativi, infatti, hanno permesso al tribunale di rimanere aperto solo per le pratiche civili pendenti, mentre il penale è già stato trasferito tutto a Lecce. Il ministero aveva concesso solo a Maglie e Nardò la sopravvivenza per altri due anni, per tutti i processi pendenti.
Intanto, il comune di Casarano sta predisponendo una delibera, da far sottoscrivere a tutti i comuni del sud Salento, per chiedere al ministro Alfano il mantenimento della sede casaranese come sezione distaccata del tribunale di Lecce. “Non è un discorso campanilista – spiega Gianni Stefano – ma di necessità per una giustizia efficiente”

Il Nuovo centrodestra di Casarano ha già indirizzato una lettera al suo leader nazionale per chiedere un intervento urgente. Le motivazioni di questa battaglia sono spiegate con chiarezza: Lecce non ha la struttura logistica, né potrà averla nei prossimi anni, per accorpare tutte le sezioni distaccate dovendo soddisfare le esigenze di una popolazione di oltre 800.000 abitanti; Casarano è il secondo tribunale del Salento e nella bozza di riordino si era pensato di farlo sopravvivere, inoltre l’immobile non costa nulla al ministero.

Per i cittadini del basso Salento la sede casaranese è fondamentale perché garantirebbe agli operatori della giustizia un minor dispendio di risorse. Il pressing al ministero è l’ultimo tentativo prima di rassegnarsi a un futuro senza sede distaccata per il basso Salento.