Operazione Cenerentola, 14 rinvii a giudizio

Rinvii a giudizio per 14 e riti abbreviati per 4 nell'udienza preliminare dell'inchiesta sulle ceneri di carbone interrate nelle campagne del brindisino: Francavilla si costituisce in giudizio, non lo fanno il Comune di Brindisi, la Regione e il ministero dell'ambiente, indicato dal pm tra le parti offese.

Tribunale di Brindisi

BRINDISI- Ceneri di carbone sepolte nelle campagne di Brindisi e Francavilla Fontana, nell’udienza preliminare di fronte al Gup leccese Annalisa De Benedictis sono stati rinviati a giudizio 14 imputati. Tutti quelli, cioè, che non avevano scelto il rito abbreviato fissato per il 24 giugno e che vedrà comparire davanti al giudice Pasquale Borregine, Alfredo Scala, Antonio Pecchia e Mirco Celderoni. Tutti gli altri, tra cui anche l’ex presidente del Brindisi Calcio Giuseppe Roma, dovranno presentarsi al Tribunale di Brindisi il prossimo 12 giugno, prima udienza del processo ordinario.

Si costituiscono, inoltre, parte civile nel processo il Comune di Francavilla Fontana, difeso dall’avvocato Fabio Zecchino, e l’associazione Italia Nostra. Desaparecido, invece, il Comune di Brindisi, la Regione Puglia e il Ministero dell’Ambiente, l’unico deputato ad avvalersi dello status di parte offesa per il reato di danno ambientale.

L’operazione ‘Cenerentola’, che nell’ottobre smascherò i 360 scarichi sospetti e le oltre 300mila tonnellate di rifiuti costituiti da ceneri derivanti dalla combustione del carbone, arriva quindi in tribunale, tra scontate conferme e la sorprendente assenza di chi ha preferito stare fuori dal procedimento.

Il pm della Dda di Lecce Antonio Negro aveva già da tempo chiesto il rinvio a giudizio per i 18 indagati, al accusati di presunti illeciti nel trasporto e nello smaltimento rifiuti speciali. Speciali per davvero visto che, tra le campagne della Città degli Imperiali e quelle di Brindisi, i carabinieri del Noe di Lecce e quelli della compagnia di Francavilla Fontana trovarono, questa l’accusa, le ceneri prodotte all’interno delle centrali Enel ed Edipower di Brindisi e i residui dello smaltimento della Ex Dow Chemical che operava nel Petrolchimico. Speciali, quindi, perché pericolosi e, in alcuni casi, anche altamente tossici, nascosti al motto di “tanto la terra copre tutto”.

Per tutti, a vario titolo, le ipotesi di reato sono di traffico illecito di rifiuti, esercizio di discarica abusiva, miscelazione di rifiuti pericolosi, omessa effettuazione della comunicazione di contaminazione del suolo e del sottosuolo, evasione delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto. Imprenditori, gestori di impianti, dirigenti e trasportatori.

L’accusa è di aver trasportato e smaltito in maniera illecita ceneri e materiale edile, permettendone l’interramento nelle cave di contrada Salinari a Francavilla e località Incantalupi a Brindisi. Secondo gli inquirenti, allo scopo di trarre illecito profitto, sarebbero state falsificate carte, documenti, codici di identificazione dei rifiuti. Persino spento incendi senza tener minimamente conto del danno che stavano recando all’ambiente.

Accuse tutte da dimostrare ma, secondo il Comune di Francavilla e, quindi, per il commissario straordinario Maria Rita Iaculli, la gravità dei reati contestati è tale da favorire la costituzione di parte civile dell’Ente di via Castello. Abbastanza gravi anche per il gup, che ha acoclto le richieste del pm. Non abbastanza gravi, invece, per Regione, Minsitero e Comune di Brindisi che restano fuori, almeno per il momento, dal futuro processo.