Picchiato in carcere libico, ottiene scuse e risarcimento

Arrestato e incarcerato per errore in Libia, il 31enne italo egiziano di Torre Abou Hashima riceve le scuse del governo Liubico e un risarcimento di 15mila euro. A Telerama raccontò le torture subite.

Mohamed Abou Hashima

TORRE SANTA SUSANNA- Prima arrestato, poi incarcerato e quindi picchiato. Al rientro in Italia, fu proprio la vittima, il 31enne italo residente a Torre Santa Susanna Abou Hashima, a raccontare ai microfoni di Telerama il suo incubo. Ora, a distanza di qualche mese, la bella notizia. Dal governo Libico, per lo sfortunato giovane sposato in salento, ecco arrivare le scuse e anche un bel bonifico da 15mila euro.

L’incredibile storia giunge, così, al suo step conclusivo. Abou Hashima, in Libia per lavoro insieme al fratello Raft, titolare di una macelleria nel paese africano, era incappato in un controllo da parte delle forze dell’ordine. In quell’occasione, aveva esibito sia il passaporto egiziano, risultato poi scaduto, quanto quello italiano.

Una circostanza che insospettì la Polizia libica che, quindi, arrestò il 31enne e il fratello. Preoccupati, i parenti di Torre S.Susanna, in primis la moglie Anita, mobilitarono l’associazione ‘Nessuno Tocchi Caino’ e i radicali del territorio. Gli attivisti stabilirono quindi i primi, fondamentali contatti con il console italiano a Tripoli, Pier Luigi d’Elia e con il leader radicale Sergio d’Elia. Il timore era che il regime carcerario libico fosse troppo duro, come riferito dal giovane al suocero nel corso di una telefonata.

Dopo mesi di incubo, Abou fu scarcerato e, dopo un breve periodo passato al consolato italiano, ha fatto rientro a Torre, dalla moglie e dal figlioletto di 4 anni. Proprio al suo ritorno, lo sfortunato italo egiziano ci raccontò di quanto sopportato in carcere.

Il consolato italiano, dopo il rientro del 31enne, ha continuato però a lavorare sulla vicenda. Qualche giorno fa, la bella notizia. Il governo libico ha inviato infatti una lettera di scuse al governo Italiano, offrendo anche un risarcimento economico di 15mila euro. Una cifra che, ovviamente, non basterà a far dimenticar all’incubo dal giovane che, ancora in cerca di lavoro, potrà comunque rimandare, almeno per il momento, eventuali viaggi pericolosi.