Blitz al Comune di Cellino, i carabinieri sequestrano atti e documenti

QuattroStelle

CELLINO- Nel Comune in odor di mafia e già sottoesame da parte della specifica commissione, il blitz dei carabinieri del comando provinciale non può che dar adito ad una serie infinita di ipotesi e speculazioni. Quindi, ci atteniamo ai fatti. E cioè che, dalle prime ore della mattinata, i militari del nucleo investigativo hanno fatto visita agli uffici del comune di Cellino San Marco a caccia di atti e documenti inerenti gli ultimi 4 anni di amministrazione.
Gli anni, quindi, del sindaco Francesco Cascione, più volte vittima in questi mesi, lui e altri membri della maggioranza, di una incredibile sequela di atti intimidatori, attentati incendiari e offese e illazioni messe nero su bianco e poi distribuiti via volantini anonimi.

Proprio per questo, il Comune di Cellino è stato per mesi sotto la lente di una apposita commissione antimafia istituita dal prefetto Nicola Prete, chiamata ad individuare tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata. E mentre si attendono gli esiti del lavoro svolto dai commissari, si paventano appunto varie soluzioni. Anche lo scioglimento del Consiglio Comunale.

Di certo, il primo cittadino non ha alcuna intenzione di mollare. Secondo Cascione, l’attività dei carabinieri, mossi su mandato del pubblico ministero Antonio Costantini che, proprio sui fatti di Cellino aveva aperto un fascicolo di inchiesta, è da inquadrare in una normale acquisizioni di documenti e che, allo stato attuale, non figurano nomi iscritti nel registro degli indagati. Cascione, inoltre, ha confermato che di dimissioni non se ne parla. 

Andrà avanti per la sua strada, sfidando non tanto la Procura quanto, piuttosto, quella criminalità che, chissà perché, lo ha da tempo eletto come bersaglio preferito.

 
Abitare Pesolino

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