Omicidio del fabbro: attesa sentenza Cassazione per Lucia Bartolomeo

Attesa per questa sera la sentenza definitiva in Cassazione per l'infermiera di Taurisano, accusata dell'omicidio del marito. Il cognato: "Basta buttare fango su Lucia"

Lucia Bartolomeo

TAURISANO- E’ il giorno della verità per Lucia Bartolomeo, l’infermiera di Taurisano condannata all’ergastolo dalla Corte d’Assise d’Appello per l’omicidio del marito Ettore Attanasio, deceduto a 36 anni nella notte tra il 29 e il 30 maggio 2006. Si pronuncerà in serata, definitivamente, la Corte di Cassazione, a cui si sono rivolti i suoi legali, gli avvocati Pasquale e Giuseppe Corleto e Silvio Caroli.

“Basta gettare fango su Lucia” è la richiesta del cognato dell’imputata, in attesa della sentenza. “La conosco da quando aveva 12 anni. Appena terminati gli studi, da subito ha iniziato a lavorare con grandissima serietà. Stimata da tutti per il suo grande impegno, conosciuta solo da poche persone in quanto era legata al lavoro pochi amici e famiglia”.

E ancora: “Questa donna è solo vittima di errori giudiziari: non è stata mai trovata e analizzata la flebo con cui secondo l’accusa avrebbe iniettato una dose letale di eroina al marito. Mai trovato nessun indizio o persona che facesse parte del mondo della droga. E- prosegue il marito della sorella della Bartolomeo- l’esame svolto dal medico legale della procura sarebbe stato scarso ed incompleto.

Lo stesso medico in fase di interrogatorio, avrebbe confermato che altre patologie avrebbero potuto causarne la morte” e poi conclude: “Le accuse sono basate solo su di un indizio privo di fondamenta e basato sulla testimonianza di un amico il quale dice “di aver ricevuto un messaggio del tipo…mai dimostrato, perchè era cancellato. Mai ricevuto dai tecnici della Procura dopo un attento lavoro svolto sui telefoni”