Operazione “Malavita”, la banda con un grande sogno: far saltare in aria la Questura

Tra furti e rapine, anche un grande sogno per la banda di 10 brindisini sgominata dalla Squadra Mobile. Quello di far saltar in aria la Questura. "Se cade quel palazzo - si legge nelle intercettazioni - loro non hanno più gli attrezzi".

arresto

BRINDISI- Nuove leve della criminalità che sognavano in grande, con tanto di attentato esplosivo alla Questura. “Sai cosa vuol dire se gli fai crollare quel palazzo?”, si legge in una intercettazione riportata nell’ordinanza di custodia cautelare a carico della banda di presunti ladri e rapinatori sgominata lunedì dalla Squadra Mobile di Brindisi. Si tratta, è giusto precisarlo, solo di congetture. Perché un piano vero e proprio, la banda capitanata, secondo gli inquirenti dal 24enne Tiziano Cannalire non lo ha mai preparato. Se ne parlava, forse per sentirsi criminali di primo livello. Criminali da film.

Un modo, secondo Luca Carriero, uno degli indagati, per eliminare prove. Per mettere in difficoltà gli investigatori. “Tutti saltano – dice Carriero – tutti i blitz possibili e immaginabili saltano, che stanno in corso e che stanno facendo loro, già per esempio se hanno messo una microspia a me e là dentro sta qualcosa che sta registrando, tutte le cose che ho detto ora io, già se se ne cade quel palazzo loro non hanno più gli attrezzi, quindi la microspia che hanno là dentro… quando fanno la questura nuova, hai capito? Di nuovo mi mettono la microspia e con gli attrezzi continuano di nuovo a seguirmi capito? Sai quante cose vanno perse.. documenti, foto di tutti quanti, impronte digitali”.

Il piano, fortunatamente, non diventerà mai operativo. Ma sono tanti i colpi messi a segno dalla banda. Alcuni dei più clamorosi furti avvenuti negli ultimi mesi nel capoluogo sarebbe quindi stati risolti. Dalla spaccata all’armeria Calì in piazza Sapri nell’agosto 2012 al tentato furto alla gioielleria Della Rocca di via Verona.

Senza dimenticare il furto nel deposito della polizia municipale al rione Casale. Ma gli investigatori, coordinati dal pubblico ministerto iolanda Chimenti, sperano di far luce su altri colpi ancora fuori dalla lista.