Lecce, è il momento di cambiare

Riposti nel cassetto i sogni di promozione diretta il Lecce può pensare ai play off e ad una gestione ottimale dell'organico. Lerda può lavorare su nuovi moduli

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LECCE- Il Perugia ha preso il largo. Almeno sul Lecce. La squadra umbra ha un vantaggio di dieci punti sulla formazione salentina. Un distacco che, a meno di clamorose sorprese, taglia fuori la squadra leccese dalla corsa alla promozione diretta. Anche in considerazione del calendario dei giallorossi la compagine leccese non ha nelle mani il proprio destino.
Si passa alla seconda fase. La qualificazione ai play off non è in discussione. Miccoli e compagni cercheranno il piazzamento migliore, ma sin da ora e fino al termine della stagione regolare il tecnico Lerda dovrà gestire al meglio il proprio organico.

Il marchio di fabbrica del tecnico che subentrò a Moriero è il 4-2-3-1. Una veste tattica sempre indossata in questi quattro mesi e che ha prodotto risultati importanti. Senza considerare la partita di esordio di Lerda proprio al Curi di Perugia, la formazione giallorossa ha collezionato 10 vittorie e due pareggi, subendo solo due stop, a Frosinone e domenica scorsa contro gli umbri, già vittoriosi pure nel confronto di Coppa Italia al Via del mare.

Il Lecce continuerà a correre e a ottimizzare i sincronismi di gioco, le varie fasi della partita e quelle situazioni che possono costare care come accaduto domenica scorsa.

Intanto il tecnico giallorosso, spesso criticato per l’utilizzo di un solo terminale offensivo, potrebbe valutare l’ipotesi di giocare dall’inizio con due attaccanti di ruolo anche a costo di rinunciare a Fabrizio Miccoli. Il capitano ha sofferto non poco per alcuni acciacchi muscolari, che lo hanno condizionato e la sua ridotta autonomia è stata probabilmente uno dei motivi che hanno portato il tecnico a schierarlo in quella posizione di campo. Più vicino alla porta e con pochissime consegne.

E’ il momento di gestire e di preservare un calciatore come Miccoli in vista di partite che saranno fondamentali per il ritorno in serie B. Lerda, tuttavia, ha due attaccanti molto caldi. Zigoni, che con il gol di domenica al Perugia è diventato il nuovo capocannoniere di squadra con sette reti, e Beretta. L’attaccante di scuola milanista è entrato, ancora una volta, subito in partita. Sono bastati appena quattro minuti per scrivere il proprio nome anche nel tabellino marcatori. Una rete pesante e allo stesso tempo spettacolare.

“Io cerco di segnare – afferma Beretta – , dopo se vengono belli o brutti va bene lo stesso. Meglio belli, comunque”.

Giacomo Beretta era andato a segno anche a Nocera Inferiore, il 18 dicembre scorso. Una rete tutt’altro che normale. E aveva sfiorato il gol anche a Frosinone, quando subentrato a partita in corso, era stato fermato dalla traversa. Sulla sconfitta contro il Perugia afferma: “Ce la siamo giocata alla pari anche con l’uomo in meno. Il calcio, però, è fatto di episodi. L’inferiorità numerica ci ha penalizzati”. Beretta aggiunge. “Per noi non cambia nulla. La classifica la guarderemo a marzo”.

Qualcosa invece potrebbe cambiare. Il tecnico giallorosso dovrà dare maggiore spazio sia a Beretta sia a Zigoni. Inoltre dovrà curare l’inserimento dei nuovi arrivati, soprattutto Barraco in attesa dei rientri di Martinez, Bellazzini e Sacilotto. Per ultimo, ma non meno importante, Lerda deve adottare moduli alternativi al 4-2-3-1 passando magari per il 4-3-3 (già attuato) e trovando la migliore collocazione per tutti i giocatori a disposizione come per Bogliacino, mezzala naturale e spesso ai margini della manovra giallorossa.