L’ultimo saluto ai clochard, il parroco: “Siamo tutti colpevoli”

Ieri pomeriggio a Lecce si sono celebrati i funerali di Dino e vVronica, i due clochard morti una settimana fa nel crollo di via Taranto. Il monito del parroco alla politica per l'emergenza povertà

FUNERALI

LECCE- Insieme sempre, anche nell’ultimo viaggio. Dino e Veronica sono stati salutati così, una settimana dopo la loro terribile fine, precipitati in una cisterna, con un volo di 5 metri, per colpa della terra che, letteralmente, è mancata loro sotto i piedi; per colpa di un pavimento che ha ceduto; per colpa del fatto che avevano trovato rifugio tra quattro mura vecchissime e pericolanti. Per tutti, a Lecce, sono ormai “i due clochard”.
E al loro funerale, offerto dalla diocesi di Lecce e celebrato da don Simone Renna nella chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo, c’era chi li conosceva e chi no. C’erano anche i volontari City Angels, il sindaco, il vicesindaco ed altri politici leccesi di centrodestra e centrosinistra.

Don Simone, che è parroco della chiesa Santa Maria della Pace, quella in via Taranto a pochi metri dal luogo della tragedia, Veronica la conosceva bene e, nell’omelia, ha ricordato di quando si era rivolta a lui per chiedere un posto sicuro in cui stare insieme al suo Dino. “A me piacerebbe che Lecce diventasse capitale dell’accoglienza prima di essere Capitale della Cultura” -ha detto dal pulpito. E, rivolgendosi ai politici presenti: “Oggi vi chiediamo aiuto. La casa della carità da sola non basta”.

E qualcuno ha ribadito il concetto, appendendo due striscioni sulla casa, se così può chiamarsi, in cui i due clochard hanno perso la vita.

Certo è che, tra lacrime e preghiere, è come se oggi tutti ci sentissimo un po’ colpevoli.