Con l’Udc il centrodestra cresce, ma i centisti rischiano spaccatura

La svolta di Casini avrà dei riflessi inevitabili nelle amministrazioni locali: nel congresso, l'Udc rischia nuove scissioni. Intanto, il Nuovo centrodestra continua la corsa alle adesioni e converge su Di Paola, anche se non ancora ufficialmente.

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LECCE- “Saltato il terzo polo, visto che è nelle mani di Grillo, è inutile stare da soli. Il congresso di fine febbraio sancirà la linea, ma il sentiero è quello individuato dal nostro leader nazionale, a Bari, alle europee e nella corsa alle regionali”. Salvatore Negro aveva già anticipato la mossa di Casini più di un mese fa, cominciando un percorso di avvicinamento con Ignazio Zullo, capogruppo di Forza Italia in Regione. Il capogruppo regionale centrista ha evitato di sbandierare le trattative prima della conclusione del congresso, che dovrà sancire la nuova linea politica, con gli inevitabili riflessi nelle amministrazioni locali.

Per l’Udc, insomma, sarebbe una scelta obbligata e probabilmente anche per i forzisti, che secondo Euromedia raggiungerebbero in coalizione il 36,3 o addirittura raggiungerebbe la soglia del 37, secondo altri sondaggi. Domenica Fitto ha spiegato che quella di Casini non è una scelta di opportunismo, ma la presa d’atto di una situazione che è mutata. Naturalmente molti centristi non accetteranno il passaggio e daranno battaglia nel congresso: si rischiano pesanti spaccature e la polverizzazione del partito, dopo quelle che ci sono già state nel Salento. Infatti, per molti la resa di Casini equivale a uno sciogliete le righe: molte amministrazioni locali sentiranno le scosse. Luciano Cariddi, che governa a Otranto anche con Sel, spera che alle amministrazioni locali venga concessa autonomia. Il problema è che l’Udc ha due anime: una delle due andrà a sinistra.

Intanto, il Nuovo centrodestra, inevitabile alleato di Forza Italia, sta cedendo alla candidatura di Mimmo di Paola. Cassano, dopo aver rinunciato alle primarie e alle firme nei gazebo, spiega che potrebbe accontentarsi di una semplice assemblea cittadina per coinvolgere il territorio. Anche le tensioni nel Salento sembrano stemperate: il grande comitato di big si allarga ai consiglieri comunali. Sarà una grande assemblea senza coordinatore, ma con incaricati alle trattative, scelti volta per volta. Per le leadership bisognerà confrontarsi nei congressi con i consensi.

Tra i notabili del partito di Alfano continua la competizione sulle adesioni. Giancarlo Mazzotta gioisce sul web per il suo risultato: “Se il buongiorno si vede dal mattino, questa sarà una giornata entusiasmante! In partenza per Roma con le prime 2500 adesioni. Grazie a tutti gli Amici di Carmiano e Magliano per la stima e l’affetto che mi hanno dimostrato”. Poi, avverte che è solo l’inizio: per l’epilogo della corsa alle adesioni bisognerà attendere i congressi.