Emergenza sfratti, corsa contro il tempo per non perdere i fondi

Emergenza sfratti in provincia di Lecce. Tavolo d'urgenza per non perdere i fondi destinati alle morosità incolpevoli, dopo la ricognizione fatta in prefettura. Lecce, Nardò e Gallipoli i comuni più colpiti.

sfratto

LECCE- La prima vera fotografia dell’emergenza sfratti in provincia di Lecce arriva dalla Prefettura ed è molto diversa da quella che ci si attendeva. Soprattutto, rimette al centro la necessità di rivedere i criteri che nel 1985, secondo una classificazione valida fino ad oggi, individua i comuni ad alta tensione abitativa.

Sono dodici: Lecce, Arnesano, Cavallino, Lequile, Lizzanello, Monteroni, Novoli, San Cesario, Squinzano, Surbo, Trepuzzi e Vernole. Peccato che il monitoraggio prefettizio abbia appurato che non corrispondono in toto a quelli dove effettivamente si registra il vero disagio: oltre a Lecce e Surbo, ad esempio, Gallipoli, oltre a Porto Cesareo, Leverano, Nardò, Copertino. Non è una differenza neutra. Perché l’essere inseriti nell’elenco individuato con la delibera Cipe dell’ ’85 consente l’accesso ai fondi per aiutare gli inquilini cosiddetti “morosi incolpevoli”, coloro che, per le mutate condizioni sociali ed economiche, non sono più in grado di pagare gli affitti. Da qui la necessità di rivedere quella lista e adeguarla alla realtà.

Si è parlato di questo in mattinata in prefettura. Dove sono stati ricordati anche i tempi: il 20 febbraio scade il termine perché i comuni presentino domande di accesso ai finanziamenti statali e regionali stanziati, 20 milioni di euro i primi, 15 milioni di euro i secondi. Per farlo, tuttavia, devono dotarsi di un proprio piano di sostegno alle locazioni. Senza questo, non si può accedere al resto. È il motivo per cui Loredana Capone, assessore regionale e consigliere comunale Pd, presenterà istanza per chiedere al Comune di Lecce di dotarsi del Piano.

Tuttavia, per la gran parte degli altri enti, il cortocircuito è nel mancato aggiornamento degli elenchi ministeriali: bisognosi sì, ma non considerati dalla legge. Consapevolezza che la Prefettura prova a stimolare.