Rifiuti interrati, primo sopralluogo sulle aree indicate dal pentito Scu

Primo sopralluogo degli inquirenti sui luoghi indicati dal pentito Scu Silvano Galati come quelli interessati dall'interramento di rifiuti pericolosi. Stamattina, Gdf, Noe e forestale a Supersano.

rifiuti

SUPERSANO- La caccia ai rifiuti interrati passa alla fase operativa, con il primo sopralluogo eseguito in mattina a Supersano dagli inquirenti. Cartine alla mano, a distanza di otto anni si è ritornati sui luoghi indicati dal pentito Scu Silvano Galati. Sono quelli nei quali sarebbero stati sepolti materiali pericolosi smaltiti illecitamente per conto di un’azienda del settore calzaturiero. Che le ricerche sarebbero partite da lì era cosa nota, dopo i vertici organizzativi tenuti in Procura e coordinati dal procuratore aggiunto Ennio Cillo, titolare del fascicolo per traffico illecito di rifiuti.

Le difficoltà non mancano. E non mancano perchè l’area è estesa, è una fascia di oltre 10 km che costeggia la pineta e che si snoda lungo la strada per Cutrofiano. È in contrada Libelli che si sono ritrovati i carabinieri del Noe di Lecce, gli uomini del Corpo Forestale dello Stato e del Gico della Guardia di Finanza.

Muniti di ortofoto e dei rilievi già effettuati tramite sistema Mivis a raggi infrarossi, ma è come cercare un ago in un pagliaio. Per questo è stato necessario il sopralluogo, per rendersi conto di persona di eventuali indizi che possano facilitare possibili ritrovamenti: riporti di terra, smottamenti e altro ancora. È il lavoro preliminare che si sta facendo prima dei sorvoli aerei delle Fiamme Gialle, per delimitare le aree su cui concentrare i rilievi tramite geomagnetometro, lo strumento che consente di appurare la presenza di eventuali fusti metallici presenti, per i quali si procederà da terra ad un riscontro per mezzo poi di georadar.

Il lavoro non è semplice e si sa già che se futuri scavi ci saranno dovranno essere limitati e mirati. I sopralluoghi proseguiranno anche nei prossimi giorni anche per stabilire, una volta per tutte, quali sono le aree già interessate da interventi di bonifica. Ciò che è certo è che non sono quelle indicate dal pentito della Sacra corona unita. Lo dimostrano gli atti che gli stessi inquirenti hanno acquisito in mattinata in municipio, perchè quegli interventi ambientali sono stati eseguiti su un’ex discarica di rsu e su un sito interessato da sversametni di liquami. Altra storia, insomma.