Il Lecce si mette fuorigioco. Lerda: “Protagonisti nel bene e nel male”

La sconfitta per 4-3 contro il Perugia costringe il Lecce a pensare ai play off. Il primo posto è a dieci punti. Una distanza siderale. “Non posso rimproverare nulla ai miei giocatori. Abbiamo fatto tutto noi nel bene e nel male”. Lo ha detto iltecnico Franco Lerda.

Mister Lerda

LECCE- Dalla possibilità di portarsi a meno quattro all’amara realtà: il Lecce ha dieci punti in meno del Perugia, la squadra che occupa il primo posto e che si è aggiudicato il confronto diretto con la squadra che maggiormente, in questo momento, poteva mettere a rischio la poltrona più importante del girone. Prova di forza della squadra umbra che ha inflitto la prima sconfitta interna in campionato da quando sulla panchina giallorossa è tornato Lerda. Eppure i giallorossi erano riusciti nell’impresa di annullare il doppio svantaggio e di far vacillare una squadra tonica e forte in ogni reparto.
Il Perugia ha colpito a freddo, probabilmente con il suo giocatore più importante: Fabinho. Una spina costante nel fianco della difesa giallorossa. Il laterale fa danno sia a destra (in occasione del primo gol) sia a sinistra quando offre a Moscati il pallone per la seconda rete. Un gioiello. Lerda respinge al mittente una errata valutazione del marcatore che doveva occuparsi di Fabinh.

Nel primo tempo, fino al gol su rigore di Miccoli. Il Lecce è stato inconcludente. Il capitano, nella morsa dei giganti perugini, si è visto solo per due calci di punizione che si sono infranti sulla barriera. Le corsie esterne risultavano interdette: a destra Ferreira Pinto non ha visto mai la luce; a sinistra qualche pallone è partito, ma i cross di Lopez sono risultati ingiocabili.

Nel secondo tempo la partita è frizzante anche dopo l’espulsione di D’Ambrosio che lascia il Lecce (anche questa settimana) in inferiorità numerica. Durante l’intervallo Lerda ha ordinato un doppio cambio: oltre a Ferrerira Pinto sostituito da Beretta, il tecnico giallorosso ha richiamato Salvi per Barraco. Una scelta, quest’ultima che ha colpito, perché la prestazione di Salvi era sembrata tutt’altro che mediocre.

Lecce ingenuo anche in occasione dei due gol realizzati dagli ospiti per il 4-3 finale: la squadra di Camplone è ripassata in vantaggio con Scognamiglio a deviare indisturbato un pallone sugli sviluppi del corner. Mentre la quarta marcatura, sia pure con il Lecce in dieci, è giunta dopo un contropiede ospite agevolato da un rientro ritardato dei calciatori o per l’assenza delle cosiddette marcature preventive.