Furti e rapine, incastrata banda di 10 giovani brindisini. Il capo è un 24enne

10 arresti all’alaba per furti, rapine, incendi. Sgominata dalla Squadra Mobile banda di presunti ladri e rapinatori brindisini capeggiata dal 24enne Tiziano Cannalire.

arresto

BRINDISI- Giovani, giovanissimi. Figli d’arte e, quindi, cresciuti in ambienti ben noti alle forze dell’ordine. Figli d’arte capaci di mettere in piedi una banda abile nel gestire un’organizzazione dedita al racket di furti, rapine e danneggiamenti, ma non di resistere alle indagini della Squadra Mobile di Brindisi che, in mattinata, coordinata dal vicequestore Alberto Somma, ha dato esecuzione a 10 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti soggetti incastrati dall’accusa formulata dal pubblico ministero Iolanda Chimenti e messa nero su bianco dal giudice per le indagini preliminari Maurizio Saso. 

A capo della banda un personaggio con una eredità, testimoniata dal cognome, piuttosto pesante, capace allo stesso tempo di assurgere, questa l’accusa, a figura di spicco nel rinnovato scacchiere della criminalità locale. A guidare il gruppo era il 24enne brindisino Tiziano Cannalire, talmente carismatico e abile da dirigere le malefatte anche dagli arresti domiciliari.

Poi, gli altri 9 arrestati, tutti brindisini. Si tratta di Gaetano Aggiano, Simone Brigida, Luca Carriero, Diego Catucci, Marco Curto, Diego De Giorgi, Gianmarco Leto, Andrea Ostuni e Francesco Ruggiero. Per tutti, l’ipotesi di reato formulata dall’accusa è di associazione a delinquere finalizzata ai furti, rapine, ricettazione, danneggiamenti e incendi.

Tanti, soprattutto, i furti in abitazione per indagini piuttosto recenti, avviate a novembre 2012 e concluse nel gennaio dello scorso anno come spiegato in conferenza stampa dal procuratore capo Marco Di Napoli. Alcuni dei più clamorosi furti avvenuti negli ultimi mesi nel capoluogo sarebbe quindi stati risolti. Dalla spaccata all’armeria Calì in piazza Sapri nell’agosto 2012 al tentato furto alla gioielleria Della Rocca di via Verona. Senza dimenticare il furto nel deposito della polizia municipale al rione Casale.

Colpi da professionisti, se pur giovani, che avevano colpito per audacia ed efferatezza.