Dragaggi al porto, arriva il decreto. Prete come Bondi?

In discessa l'iter per i dragaggi al porto di Taranto. Il dieci febbraio sono attesi i decreti. E i sindacati chiedono per il presidente dell'Authority , Sergio Prete, gli stessi poteri di Enrico Bondi all'Ilva

Porto di Taranto

TARANTO- Situazione in evoluzione positiva per il rilascio delle autorizzazioni agli interventi preliminari ai nuovi lavori nel porto di Taranto: si attendono infatti entro il 10 febbraio i decreti ministeriali per i dragaggi. Difficoltà, invece, per l’avanzamento dei progetti, tant’è che potrebbe rivelarsi critico il mantenimento della fine del 2015 per la conclusione di quanto è in cantiere per l’area del terminal container dove è insediata la compagnia Evergreen. Così si esprimono i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil dopo l’incontro col presidente dell’Autorità portuale di Taranto, Sergio Prete, che è anche commissario dei lavori al porto.
Per il presidente dell’Autorità portuale di Taranto, che è anche commissario per i nuovi lavori, i sindacati confederali hanno chiesto «l’ampliamento dei poteri e delle prerogative a tutte le opere e agli interventi infrastrutturali necessari per l’ampliamento del porto di Taranto». Questo, rilevano Cgil, Cisl e Uil, «consentirebbe una semplificazione e, nel contempo, un’accelerazione delle imponenti procedure amministrative previste». Per i sindacati il modello da seguire è quello del commissario straordinario per l’Ilva.

«L’adozione di un provvedimento di tale natura – affermano – andrebbe peraltro ad incidere in maniera ancora più significativa su quelle garanzie circa il rispetto dei cronoprogrammi che i soggetti privati invocano prima e pretendono poi per portare a compimenti i programmi di investimento posti a loro carico». Decisivi – affermano ancora i sindacati – saranno quindi i prossimi mesi per completare il quadro finanziario che prevede importanti apporti economici da parte del concessionario, la cui posizione va definitivamente chiarita con l’assunzione di impegni precisi, superando le tante incertezze appalesate negli anni: delocalizzazione dei traffici, scarsa propensione agli interventi di manutenzione sulle apparecchiature, assenza di interventi tecnici di efficentamento dello scalo».

Nell’incontro col presidente dell’Autorità portuale, Sergio Prete, si è parlato anche dei ricorsi al Tar da parte delle imprese escluse dai lavori al molo polisettoriale e l’Authority, confermando per il 5 marzo l’udienza di merito, ha detto che questo potrebbe sbloccare la questione.