Emergenza sfratti, il Comune avvia la sanatoria

Dopo i 4 sfratti già eseguiti alla zona 167 di Francavilla Fontana, il commissario straordinario avvia le procedure di sanatoria dei box iacp di viale Abbadessa. Domani, riesame per una delle famiglie

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FRANCAVILLA- Dopo i primi 4 sfratti, con altri 6 sei in programma nei prossimi giorni, si intravede una luce. Con una delibera ad hoc che, nei fatti, avvia le procedure di variante al piano di zona del quartiere 167 di Francavilla Fontana, il commissario straordinario del Comune di Francavilla Fontana Maria Rita Iaculli ha fondamentalmente dato parere favorevole al cambio della destinazione d’uso dei box Iacp di viale Abbadessa oggetto, in questi giorni, dei sequestri di natura preventiva ordinati dalla Procura di Brindisi.

Una buona notizia per le famiglie che, in questi giorni, vivono il dramma degli sgomberi da quei locali, occupati per anni grazie a due ordinanze sindacali del 1989 e del 1992, poi annullate dal Tar e, quindi, capaci di produrre i tragici effetti già in visti in questi giorni. A fronte di 4 famiglie già costrette a sgomberare quei box, l’improvvisa accelerazione delle trattative tra Comune e Istituto autonomo case popolari ha permesso al commissario, una volta acquisito il parere favorevole dell’ufficio urbanistica, di deliberare in tal senso, avviando quindi la procedura di sanatoria da tempo auspicata.

Si tratta, in realtà, di una sorta di atto dovuto, arrivato a margine della disponibilità, già manifestata dallo Iacp lo scorso novembre, di “regolarizzare” una problematica incarnita da anni di lungaggini burocratiche e che, ad ogni modo, non blocca i provvedimenti di sequestro preventivo già emessi dalla Procura di Brindisi

A tal proposito, nella mattinata di lunedì, è prevista udienza al tribunale del riesame di Lecce per una delle famiglie già finite in strada. Sei i giudici impugnassero il provvedimento di sequestro firmato dal Gip, si creerebbe un importante precedente, che darebbe via libera al rientro nei box degli altri nuclei finiti per strada.

Il tutto, nella consapevolezza che, appunto, si tratta di box. Locali nati come garage. Locali per auto e non per persone che, in tutta questa storia, per due decenni, hanno mantenuto grande dignità. Almeno loro.