Domani i funerali dei clochard, il parroco: “La città li accompagni”

Domani pomeriggio alle 16 si svolgeranno i funerali dei due clochard morti nella tragedia di via Taranto. Il loro parroco, don Simone Renna, durante l'omelia dice: “Siamo tutti colpevoli della loro morte”, e fa appello un appello a tutti i leccesi: “Partecipate ai funerali”

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LECCE- Lunedì pomeriggio alle 16 Riccardo Martina e Veronica Piggini saranno tumulati nel cimitero di Lecce, in due loculi donati dalla curia. Dopo tante sofferenze e dopo una morte dai contorni drammatici sarà il momento della pace. Un riposo che però lascia l’amaro in bocca e una ferita aperta nella città, una tragedia che ci fa sentire tutti colpevoli. Siamo tutti responsabili della tragica fine dei nostri fratelli veronica e Riccardo, ha detto durante l’omelia domenicale Don Simone Renna, parroco della chiesa di Santa Maria della Pace, struttura che si trova in via Taranto e si affaccia proprio sulla strada teatro della tragedia. I due senza tetto da qualche mese erano diventati suoi parrocchiani.

Tutti sapevano che quella struttura fatiscente era diventata la loro casa, tanto che il parroco nel giorno di natale gli aveva fatto visita donandogli dei generi di conforto ed anche una somma di denaro per provvedere al riscaldamento.

“Quello che la chiesa non può fare , ha detto don Simone, è regalare o assegnare le case. Questo compete ad altri”.

Parole dure che hanno toccato il cuore di tutti quelle del parroco. Sarà lui a celebrare la messa per i funerali dei due sfortunati cholard lunedì alle 16 nella Chiesa dei Santi Niccolo e Cataldo, nel cimitero di Lecce, dove le loro salme si trovano dopo essere state tirate fuori da quella che per circa un mese è stata la loro tomba: una cisterna colma d’acqua e melma nella quale sono precipitati dopo il crollo del pavimento. “Li abbiamo lasciati soli in vita, ha detto il parroco, accompagnamoli tutti insieme almeno nella morte”. Da qui il suo appello all’intera città a partecipare ai funerali, per un ultimo saluto ai due. Un modo per chiedergli scusa per essere stati indifferenti e sordi al loro grido