Nuova mazzata per il Comune: deve pagare 400mila euro agli ex presidenti di circoscrizione

Nuova mazzata per il comune di Lecce. È stato condannato a pagare 400mila euro agli ex presidenti di circoscrizione che, secondo il giudice, avrebbero percepito meno di quanto spettasse loro.

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LECCE- A nemmeno 24 ore dalla notizia che il comune di Lecce dovrà rendere all’istituto autonomo case popolari l’ area in via Bari, dove era previsto ma non è mai stato effettivamente trasferito il mercato bisettimanale, arriva un’altra mazzata per l’amministrazione di Palazzo Carafa. Nel primo caso, la sentenza era del consiglio di stato; ora invece è il tribunale di Lecce che condanna l’Amministrazione al pagamento, in favore degli ex presidenti di circoscrizione, della somma di € 400.000,00 a titolo di indennità e di oltre € 20.000,00 di spese legali.
Il giudice ordinario del tribunale Giuseppe Quaranta ha accolto pienamente la domanda degli ex presidenti di circoscrizione di Lecce Giovanni Castoro, Pasquale Aralla, Lucio Coluccia, Fabio Campobasso, Maria De Carlo, Carmelo Isola, Vincenzo Di Giuseppe e Pasquale Sicuro, per l’accertamento del proprio diritto alla corresponsione di un’indennità mensile di funzione commisurata secondo l’effettiva relazione percentuale con l’indennità spettante all’assessore. Ovvero: il Comune di Lecce corrispondeva ai presidenti di quartiere il 60% dell’indennità base riconosciuta agli assessori comunali, invece che corrispondere il 60% dell’intera indennità percepita dagli amministratori, che comprende -ad esempio- anche gli aumenti riconosciuti a chi siede in giunta comunale.

Il contenzioso ha avuto origine nel 2002, quando Giovanni Castoro, all’epoca Presidente della Circoscrizione Rudiae Ferrovia e coordinatore di tutte le circoscrizioni, decise di diffidare l’Amministrazione -allora guidata da adriana poli bortone- al pagamento di quanto dovuto.

Non ottenendo alcun risultato, gli allora Presidenti si rivolsero al Tribunale di Lecce, rappresentati Castoro dall’’Avv. Alfredo Matranga, e gli altri dall’Avv. Carla Maria Saracino, chiedendo la condanna dell’Amministrazione al pagamento della maggior indennità dovuta.

Un consulente tecnico nominato dal tribunale ha quantificato le somme spettanti ciascuno, in base al periodo in cui ognuno aveva svolto la propria funzione.

Da qui, la sentenza: per le circoscrizioni che svolgono funzioni decentrate – come le allora circoscrizioni del capoluogo – spetta ai presidenti il 60% dell’indennità riconosciuta all’assessore, calcolata sull’intera somma da questo percepita. L’Amministrazione comunale dovrà quindi pagare 400.000,00 euro a titolo di indennità, più altri 20.000,00 euro circa per le spese legali.