“La terapia Di Bella dev’essere gratuita”. Risarcita paziente leccese

Innovativa sentenza del tribunale di Lecce: il malato di cancro ha diritto ad accedere gratuitamente alla cura con il contestato metodo Di Bella. Paziente rimborsata di 25mila euro

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LECCE- La terapia Di Bella dev’essere riconosciuta gratuitamente ai malati di cancro. A stabilirlo è il Tribunale di Lecce, con una sentenza destinata a far discutere. Il 16 gennaio scorso, è stata autorizzata non solo la somministrazione gratuita a carico ma è stato disposto anche il rimborso integrale delle spese sostenute da una paziente per un totale di 25.000 euro. 

Il giudice del Lavoro Francesca Costa ha rilevato che, se nei casi specifici, è provata l’efficacia terapeutica e l’insostituibilità di questa cura a fronte della “palliatività” delle cure tradizionali poste a carico del Servizio Sanitario, il “MDB” potrà, pertanto, risultare terapia farmaceutica da porsi a carico del Servizio sanitario nazionale.

Il giudice del lavoro, in una causa introdotta su ricorso degli avvocati Carlo e Vanessa Madaro, ha ritenuto documentata l’efficacia dei farmaci e dell’intera terapia producendo un miglioramento della patologia tumorale, mentre la terapia ufficialmente riconosciuta è risultata essere stata inefficace.

“ La novità non è solo l’annosa questione della libertà di cura ed il diritto all’assistenza da parte dello Stato. È importante che il giudice del lavoro sia intervenuto a sancire il diritto al rimborso delle spese sinora sostenute dalla paziente”. A dirlo è Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, nato, tra l’altro, a seguito delle battaglie di Carlo Madaro, anche sul metodo Di Bella, considerato privo di riscontro scientifico e bocciato nuovamente nel 2005 dal Consiglio Superiore di Sanità.