Romano Jeans, ancora un anno di cassa integrazione per 228 dipendenti

Giannetto: "Il sindacato Uil auspica che questi dodici mesi di tempo possano servire per studiare nuove possibilità di rilancio per l'azienda salentina, che conta ben 320 lavoratori, dei quali 165 erano già in cassa integrazione straordinaria"

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MATINO- “Con l’ammissione al concordato preventivo, si è potuta rinnovare la cassa integrazione per altri dodici mesi ai dipendenti della Romano Jeans di Matino, dando loro un po’ di respiro. Ma non basta. La situazione rivela comunque un aspetto negativo, cioè il fatto che non vi sono più le condizioni per proseguire l’attività di produzione in loco. Il passo verso la mobilità per i dipendenti potrebbe essere imminente”. Così Salvatore Giannetto, segretario generale UIL LECCE.

“Per questo motivo, il sindacato Uil auspica che questi dodici mesi di tempo possano servire per studiare nuove possibilità di rilancio per l’azienda salentina, che conta ben 320 lavoratori, dei quali 165 erano già in cassa integrazione straordinaria.

A questi ultimi, col nuovo piano industriale depositato in Tribunale dall’imprenditore Augusto Romano, se ne sono aggiunti altri 62 (38 impiegati e 24 operai), per un totale di 227 lavoratori in cassa integrazione su 320. Sono numeri spaventosi e drammatici, che non possono lasciare indifferente l’intero territorio e le istituzioni.

Riteniamo prioritario puntare sulla valorizzazione del marchio Meltin’pot, già affermato in Italia e nel mondo, per favorire il rientro in azienda di questi 227 lavoratori e scongiurare l’ipotesi della delocalizzazione della produzione: nei prossimi tre anni, infatti, è prevista la dismissione dei capannoni e altri immobili di proprietà dell’azienda -conclude-  Non possiamo assolutamente permettere che si realizzi una tale previsione, che comprometterebbe in maniera drammatica il futuro di centinaia di famiglie salentine”.