Formica Ambiente, il Consiglio di Stato boccia la provincia sulla discarica

Continuerà la sua attività la discarica gestita da Formica Ambiente. Il Consiglio di Stato respinge il ricorso della Provincia di Brindisi. Il comportamento dell’Ente giudicato “contraddittorio”

discarica formica

BRINDISI- I rifiuti speciali per un milione e mezzo di metri cubi smaltiti nel territorio di Brindisi continueranno ad essere gestiti dalla società Formica Ambiente, che rimane in capo all’impianto sia in virtù del rilascio della nuova Aia (scadenza fissata al 2019) sia e soprattutto perché il consiglio di stato ha respinto con sentenza il ricorso presentato dalla provincia di Brindisi che impugnava il provvedimento autorizzativo rilasciato dalla Regione nel 2008.

Si chiude così un braccio di ferro tra la “Formica”, difesa in giudizio dagli avvocati Pietro e Luigi Quinto, con la Provincia. Un braccio di ferro durato un decennio, visto che l’Ente di Piazza Santa Teresa aveva in precedenza negato il rinnovo dell’autorizzazione all’esercizio della discarica.

La vicenda risale al 2003 quando Formica Ambiente aveva presentato alla Provincia il piano per adeguare l’impianto esistente alle prescrizioni tecniche imposte dalla normativa sopravvenuta, chiedendo altresì il rinnovo dell’autorizzazione.Ma la Provincia si è sempre opposta al progetto, anche a dispetto del via libera formulato, invece, dal Tar. Nel corso degli anni, le competenze in materia erano poi transitate alla Regione che, all’esito dell’istruttoria tecnica, aveva rilasciato nel giugno del 2008 l’Autorizzazione alla Formica Ambiente. Da qui l’opposizione della Provincia di Brindisi pronta a rivolgersi Giudice Amministrativo nel tentativo di bloccare l’avvio dell’impianto.

Si arriva quindi ai giorni nostri. Tar e Consiglio di Stato hanno puntato il dito contro il comportamento contraddittorio della Provincia, prima favorevole all’impianto, poi contratria. A dispetto, giova ricordarlo, del parere espresso dal comitato tecnico dello stesso Ente. I legali Formica Ambiente hanno inoltre evidenziato come non fosse giustificabile l’atteggiamento negativo della Provincia alla luce delle risultanze delle indagini ambientali compiute sul sito dal 2000 ad oggi.

Questo l’aspetto amministrativo. Sotto quello penale, e soprattutto giornalistico, tutta un’altra storia. In parte già affrontata dall’Indiano di Telerama lo scorso 7 novembre.