Cannabis per uso terapeutico è legge

Da oggi l'uso della cannabis per scopo terapeutico è consentito dalla legge . Il Consiglio regionale ha dato il via libera alla proposta di Sel. Ora si spinge per la coltivazione casalinga

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BARI- Via libera all’uso della cannabis per alleviare il dolore. Da ora nelle strutture ospedaliere, ambulatoriali pubbliche e private accreditate, o a casa, si potranno utilizzare i farmaci cannabinoidi a scopo terapeutico. Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la proposta di legge presentata da Sel.

La legge è composta da sette articoli che regolamentano e disciplinano l’uso della canapa medicale senza porre alcun limite alle malattie trattabili. Senza imporre l’obbligo del ricovero ma lasciando allo specialista la discrezionalità della scelta. Il tutto dovrebbe semplificare l’accesso alle cure che fino od ora è stato un complicato salto ad ostacoli tra pratiche tortuose e tempi lunghissimi.

Il trattamento sarà prescritto, come detto, dallo specialista e seguito dal medico di base. La Regione approverà entro una settimana gli indirizzi attuativi che assicureranno l’uniformità nell’erogazione dei farmaci.

La politica plaude ad una legge che – come ha sottolineato l’assessore alla salute Elena Gentile garantisce il diritto ad attraversare il tunnel del dolore con strumenti utili a lenire le sofferenze. Ma il vero punto cruciale è un altro. La coltivazione della canapa medicale a casa. E’ su questo che si concentrerà ora la Regione. Un accordo già fatto con le facoltà di Medicina, agraria, Farmacologia e Chimica sarà alla base della richiesta da avanzare al Ministero per ottenere l’autorizzazione alla coltivazione. Questo passaggio risulta fondamentale per abbattere il problema dei costi. Oggi l’unico farmaco cannabinoide commercializzato in italia è prodotto in Olanda e costa 40 euro a grammo a fronte di un fabbisogno di 2-3 grammi a paziente.

Ed è questo che continuano a chiedere i fondatori dell’associazione Lampiantiamo, nata proprio a Racale nel Salento. “La legge – spiega Andrea Trisciuoglio – senza la possibilità di coltivare non cambia molto rispetto alla delibera che fino ad ora ci ha permesso comunque di accedere alle cure. Si semplifica le procedure ma la vera svolta è la coltivazione”. Continueremo a batterci incalza Roberto Bruni, anche lui parte dell’associazione e anche lui in cura con la canapa medicale da anni.“Le lotte più difficili sono state vinte dai pazienti” sarà così anche questa volta.