Altro che nave d’amianto: nel 2013 smaltite solo 1500 tonnellate sulle 700mila presenti

Dopo lo stop all'amianto proveniente dalla Sicilia, vengono a galla i numeri della situazione salentina: nel leccese, in un anno bonificate solo 1500 tonnellate d'amianto sulle 700mila presenti

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LECCE- L’altra notizia, quella più mortificante, è passata finora sotto coperta. La vicenda della nave carica d’amianto, che non giungerà più per ora dalla Sicilia, porta a galla la verità più cruda: in tre anni, sul territorio della provincia di Lecce non sono state smaltite più di 4mila tonnellate di manufatti contenenti questo tipo di materiale pericoloso. E questo a fronte di una presenza, stimata nel Piano regionale amianto, di un qualcosa come 700mila tonnellate. I dati sono stati presentati dalla stessa società titolare della discarica di Galatone, la Rei srl, durante la convocazione della commissione ambiente a Palazzo Personè.

Era stata autorizzata, unica in tutta la regione, per soddisfare “prevalentemente” le esigenze di smaltimento pugliesi. Ma i numeri dell’impianto galatonese, che ha visto lievitare la sua capacità da 13.500 a 72.363 mc, sono chiari: nel 2011, solo 700 tonnellate su 3677 sono arrivate dal Leccese, nel 2012 solo 1500 su 4642, nel 2013 1557 su 3522. Da Bari, nel triennio, 5mila tonnellate, da Taranto nulla, appena 50. Niente anche da Foggia, che conferisce il suo amianto in Abruzzo, dove viene applicata, a detta della società, una ecotassa di quattro volte inferiore.

Il punto è questo: che piani di smaltimento sono stati stilati dagli enti locali? C’è un coordinamento complessivo? Al momento frutti non se ne vedono. E diventerà sempre più complicato impedire, a questo punto, l’arrivo di scarti, per i quali vige la disciplina dei rifiuti speciali, vale a dire la libera circolazione entro i confini del territorio europeo. A meno che non si riveda il ruolo che si vuole dare alla discarica di Galatone.