L’impasse della presidenza provinciale, mentre la Povero guadagna consenso

I renziani leccesi e i sostenitori di Rampino hanno provato a proporre un nome per la presidenza: Gabriele Caputo, ma non si sbloccano le trattative. Paola Povero resta l'unica candidata ufficiale: nell'assemblea provinciale Pd la resa dei conti.

gabriele caputo

LECCE- E’ sempre più difficile la situazione dei renziani leccesi: il braccio di ferro con Emiliano non è stato proficuo e ancora non c’è nemmeno un accordo sulla presidenza provinciale. Le riunioni si affastellano in cerca di soluzioni unitarie con i sostenitori di Rampino, ma alla fine c’è solo la certezza del passo indietro di Santoro.

I sostenitori dell’area Renzi leccese hanno posizioni divergenti: c’è chi ha optato per Paola Povero, unica candidata alla presidenza del Pd ufficialmente in campo, e chi cerca un nome che possa mettere tutti d’accordo. Intanto, l’ex consigliera comunale del Pd è riuscita a raccogliere quasi cento firme da spendere in Assemblea a sostegno della sua candidatura.

Anche Salvatore Piconese ha provato a sbloccare l’impasse, ma dopo tre riunioni, di cui una andata deserta, non è stata trovata alcuna proposta unitaria. E’ chiaro che anche Emiliano è pronto a dare il ben servito a Paolo Foresio, dopo che la sua candidatura unitaria stava per essere intralciata da un’improvvisa candidatura del gruppo leccese appartenente all’area Renzi.

Il sindaco di Bari, dopo aver vinto il primo round, potrebbe aggiudicarsi tutto il match con l’elezione di Paola Povero, che sembra non dispiacere agli uomini di Piconese (ci sarebbe addirittura un accordo informale tra i due). Nelle prossime ore l’assemblea Pd tornerà a riunirsi a Maglie, ma tutto sarà deciso all’ultimo istante perché le minoranze non riescono ad accordarsi. Si cerca un nome che possa mettere tutti d’accordo mentre le ore trascorrono.