Dino e Veronica, una lunga storia di stenti

A Borgo Pace pare non si fossero trasferiti da molto, le due vittime del crollo, unite da sempre, in una vita di stenti ed emarginazione. Lui parcheggiatore abusivo, lei madre di una bambina che le era stata tolta, avevano vissuto anche in una tenda.

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LECCE- Questa è una storia di stenti e di povertà, di degrado sociale e di un destino implacabile che a volte infierisce su delle vite già tanto provate dalla malasorte.

Un dramma che lascia l’amaro in bocca, perchè forse questa morte così assurda e spietata si sarebbe potuta evitare. Perchè  la disperazione di Dino e Veronica, reietti nella bella Lecce proiettata nel futuro degli eventi europei , la conoscevano tutti. Il loro grido di dolore lo avevano lanciato diverse volte, come quando accampati da giorni in una tenda nei pressi di Porta Rudiae furono fatti sgomberare, perchè lì non potevano starci. Loro, sporchi e sgradevoli, erano un pugno in occhio, un immagine urticante e fastidisosa. E allora via, armi bagagli caricati sull’ape e spediti altrove. Dove? Nell’ostello della gioventù a San Cataldo, a passare le ore in solitudine, senza la possibilità neanche di spostarsi.

Poi la decisione di tornare in città, perchè in qualche modo qualche spicciolo per mettere insieme un pasto dovevano pur trovarlo. Lui parcheggiatore abusivo per anni vicino al mercatino dei fiori era stato cacciato via anche da li, perche in quella piazzetta automobili non ce ne sono più.

E allora via, alla ricerca di un altro ricovero. Lo avevano trovato in questa struttura che avevano occupato probabilmente da qualche mese. Senza nessuno sapesse nulla ci dicono i proprietari dello stabile.

Eppure loro lì ci abitavano e li avevano sistemato le poche cose che avevano: vestiti, delle coperte..la polizia ha trovato i loro effetti personali nell’abitazione adiacente, accanto a quella dove il crollo è avvenuto, che invece era completamente vuota.

Cosa ci facessero lì è tutto da chiarire. Erano insieme comunque, perchè questa, oltre che una storia di povertà e di degrado è anche una storia d’amore. In due avevano trovato la forza di andare avanti e insieme hanno trovato la morte. Quanto tempo fa? Un mese probabilmente, a giudicare dallo stato dei corpi. La polizia inoltre li avrebbe sottoposti ad un controllo tra Natale e Capodanno. In quella data erano ancora vivi.

Sono durate ore le operazioni di recupero dei corpi . I vigili del fuoco hanno dovuto svuotare l’intera vasca dall’acqua e dalla melma. In queste foto tutte le fasi dell’imbragatura e della discesa nella profonda cisterna piena d’acqua.

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Le volanti stanno conducendo le indagini insieme al pm Massimo Carducci e al medico legale Alberto Tortorella a cui è stato affidato l’incarico per l’autopsia.

Fuori, per strada, un altro dramma: quello dei residenti nelle abitazioni vicine. Un’anziana donna è stata portata via da alcuni parenti, per giuseppe invece, solo al mondo da tempo ormai immemorabile, solo tante domande e poche risposte.

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Foto dei Vigili del fuoco