Nave d’amianto, i galatonesi urlano il proprio “NO!”

500 persone in piazza a Galatone per dire no all'amianto, contro la possibilità che una nave carica di terriccio contaminato sbarchi nel Salento. Popolazione in fermento e toni accesi contro il sindaco.

AMIANTO

GALATONE- La si sta immaginando come la nave fantasma del film “I Pirati dei Caraibi”, quella che nessuno vorrebbe incontrare lungo la rotta. È la nave carica di amianto che potrebbe arrivare nel Salento dalla Sicilia, per smaltire del terriccio contaminato nella discarica della ditta REI a Galatone, unico impianto in tutta la regione Puglia autorizzato ed attrezzato a ricevere e distruggere un carico di quel tipo.
Ma Galatone grida con forza il proprio NO all’amianto. No all’attracco a Gallipoli di quel bestione carico di veleno. Dopo alcuni politici ed associazioni, ora è la popolazione a mobilitarsi. Erano circa 500 persone in piazza San Sebastiano. C’era anche il sindaco, ma il malumore nei suoi confronti è stato palese. “Perchè abbiamo appreso dalla stampa dell’ampliamento della discarica -dicono- e perchè, appellandosi a inutili cavilli, non risponde alle nostre domande”.

Dal comitato NO AMIANTO spiegano che il loro diniego non è nei confronti dell’amianto tout court. L’ingiustizia starebbe nel fatto che quella discarica nacque per smaltire eternit sparso nei territori di Galatone, Galatina e Nardò con una capacità iniziale di 13mila metri cubi. E fin qui i cittadini erano entusiati. Poi l’impianto è stato allargato fino a raggiungere i 44mila metri cubi. Ora si apprende che un ulteriore ampliamento prevede l’accoglimento di rifiuti contenenti amianto per complessivi 72.363 metri cubi.

“Non vogliamo l’amianto che arrivi qui da ogni dove” -dicono con forza i cittadini- e tra l’altro, sentiti dei colleghi del giornale di Sicilia, non è chiara l’esatta provenienza del terriccio contaminato.

Intanto, mercoledì alle 18, presso Lab 83 a Galatone si terrà l’assemblea costituente del Comitato permanente per la tutela e la salute del territorio.