Nave d’amianto, ambientalisti in trincea: “Scempio intollerabile”. La Rei frena

Contro il possibile arrivo del carico d'amianto dalla Sicilia, destinato a Galatone, alzano le barricate le associazioni ambientaliste: “Si fermi lo scempio”, dicono.

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GALATONE- In trincea scendono anche loro, le associazioni ambientaliste salentine. Chiedono di bloccare il carico d’amianto, al momento comunque non ancora salpato dalla Sicilia in direzione di Gallipoli, e alzano le barricate. Lo fa il comitato “Liberi dai veleni”, che raggruppa una ventina di realtà di volontariato attive in provincia, dalla Lilt al Csv passando per il Forum Ambiente e Salute: “E’ intollerabile”, tuonano.

Il Salento è un territorio profondamente provato da numerose emergenze e criticità ambientali, non permetteremo che diventi la pattumiera d’Italia! Se è vero che la discarica di Galatone è regolarmente autorizzata e se è vero che è ammesso lo smaltimento di rifiuti speciali pericolosi di provenienza extra-regionale, è altrettanto vero che le direttive europee, nonché la normativa nazionale, sanciscono i principi di prossimità ed autosufficienza i quali stabiliscono l’obbligo di smaltimento dei rifiuti il più vicino possibile alla fonte di produzione.

E’ opportuno poi ricordare che prima delle leggi e del profitto economico viene il buon senso, che impone di non gravare ulteriormente su un’area già fortemente compromessa e ad alto rischio dove è presente la discarica di Castellino, chiusa da anni e mai bonificata”. Per questo si chiede che i sindaci in primis, quelli di Gallipoli, Galatone e Nardò, impediscano l’arrivo del carico, anche fosse di 5mila e non di 20mila tonnellate, facendo appello al principio di precauzione.  Solleva dubbi anche Legambiente.

Nel frattempo, la società, la Rei srl, frena. È autorizzata ad accogliere e smaltire amianto, rifiuto speciale che per la normativa italiana può viaggiare liberamente su tutto il territorio nazionale. “Già in altre occasioni abbiamo effettuato questo tipo di intervento – spiegano gli imprenditori in una nota – la vera novità sta nel fatto che si trattava per la prima volta di una richiesta di trasporto via mare. Non c’era nessun accordo commerciale, più semplicemente uno studio di fattibilità. Adesso tutto è fermo in attesa che la situazione si calmi e si chiarisca. Abbiamo paura che quanto accaduto possa finire con il fomentare l’opinione pubblica”.

Il clima, a conti fatti, è già teso. Anche sul fronte amministrativo. Martedì mattina, il consiglio comunale di Nardò si riunirà in seduta straordinaria monotematica per chiarire la vicenda e provare ad evitare che la nave dalla Sicilia salpi, prima o poi.