Anno Giudiziario: emergenza ambiente e allarme sicurezza

Ilva, fotovoltaico, rifiuti interrati: anche quest'anno è l'ambiente il punto centrale dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario. Ma è forte anche l'allarme sulla sicurezza a Lecce città e sulle alleanze fra Scu e Ndrangheta a Brindisi. Sullo sfondo i nodi dell'immigrazione e del sovraffollamento delle carceri

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LECCE- E’ del Procuratore generale del distretto giudiziario salentino, Giuseppe Vignola, il passaggio più denso, perfino emozionante, di tutto l’anno giudiziario. E riguarda, ancora una volta, l’ambiente e nello specifico l’Ilva, la grande acciaieria di Taranto sulla quale – spiega il Procuratore generale – si sta giocando un conflitto nuovo: non più la politica, ma l’economia contro la magistratura.

Si apre con gli inni d’Italia e d’Europa, eseguiti dal liceo scientifico di Maglie, la prima inaugurazione, da otto anni a questa parte, che non vede l’introduzione dell’ormai ex presidente della Corte d’Appello Mario Buffa, sostituito dal vicario Mario Fiorella, molte delle notizie sul piano locale vengono dalla relazione del procuratore Vignola. Le questioni ambientali sono quelle che più occupano e preoccupano: nel brindisino con i reati nella realizzazione di impianti fotovoltaici, culminati anche con sequestri milionari. Nel leccese con la complicata questione dei possibili interramenti di rifiuti, sulla quale presto si agirà concretamente.

Ma non c’è solo l’ambiente nell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario: la relazione del Procuratore distrettuale, Cataldo Motta, che si affaccia de relato negli interventi di Fiorella e Vignola, contiene due elementi inquietanti: il primo è a Lecce (provincia ma soprattutto città), soprattutto, dove è innegabile una ritrovata aggressività della criminalità organizzata, tanto che alcuni episodi di violenza e intimidazione, dagli ordigni ai roghi d’auto, sono raddoppiati rispetto allo scorso anno.

Un altro campanello d’allarme risuona nel brindisino, dove è ripresa la tradizionale attività di contrabbando di tabacchi lavorati esteri. Solo che alle bionde si accompagnano gli stupefacenti e la sacra corona unita locale ha stretto – di fatto – un’alleanza operativa con i clan calabresi.

Molte delle questioni sul funzionamento della giustizia rimangono sullo sfondo: la geografia giudiziaria con la soppressione dei tribunali periferici, l’innalzamento dei costi della giustizia, oggetto anche della protesta degli avvocati, clamorosamente assenti dalla cerimonia, per protestare proprio contro l’innalzamento delle tasse di giustizia e la contestuale abolizione delle tariffe. E poi l’indulto, tema legato al sovraffollamento delle carceri: eppure, come rileva il consigliere del Csm, l’indulto serve a poco o a niente se non si abrogano le leggi che quelle carceri hanno riempito.

L’immigrazione è l’altro grande tema che rimane sullo sfondo.  Ma, anche per sfatare un luogo comune, gli immigrati sono oggetto e non soggetto dei reati: immigrazione clandestina, sfruttamento della manodopera fino alla riduzione in schiavitù, tratta di esseri umani. Sono queste le emergenze globali che vive una terra che si conferma di confine anche dal punto di vista giudiziario.