Rapinarono gioielleria a Nardò, condannati due brindisini

Nel 2012 rapinarono una gioielleria di Nardò, picchiando e legando proprietario e commessa. Vengono condannanti con rito abbreviato due brindisini di 22 e 24 anni. Ad incastrarli, l’identikit fornito dalle vittime.

russo

BRINDISI- Nel settembre 2012, furono arrestati dagli agenti della squadra mobile di Brindisi con l’accusa di rapina perpetrata, solo qualche ora prima, presso la gioielleria Re dell’Oro di Nardò. I poliziotti, coordinati dal vicequestore Alberto Somma, che indagavano in supporto ai colleghi leccesi della Mobile, li trovarono in casa, con ancora la refurtiva. Nello specifico, 160mila euro in gioielli trafugati.
I due brindisini Marco Russo e Davide di Lena sono ora stati condannati al termine del giudizio abbreviatodi leila celebratosi a Lecce. Entrambi ben noti alle forze dell’ordine e con alle spalle una discreta lista di condanna per reati specifici, dovranno scontare, rispettivamente, 3 anni e 4 mesi e 4 anni di reclusione.

I fatti, qualche minuto prima delle 11 di mattina. I due brindisini fecero irruzione nella gioielleria, a quell’ora piena di clienti che furono immediatamente fatti uscire. Quindi, armato di pistola, uno dei due furfanti afferrò la commessa dell’attività per il collo minacciandola con l’arma puntata in testa. Il proprietario, invece, fu colpito alla testa, buttato a terra e legato con alcune fascette di plastica, mentre la bocca tappata con del nastro adesivo.

Una volta arraffata la refurtiva, i due fuggirono via. L’allarme fu lanciato solo qualche minuto dopo quando la commessa, raggiungendo delle forbici, riuscì a tagliere le fascette e,  quindi, ad avvisare le forze dell’ordine. Russo e Di Lena furono identificati in poche ore, grazie alla descrizione fornita dalle vittime che permise di riprodurre un identikit accurato della coppia di banditi. Poi rintracciati dalla Mobile e ora condannati con rito abbreviato. Avessero agito a volto coperto, l’esito sarebbe potuto essere ben diverso.