Nave di amianto, l’Arpa: “Se salpa, non possiamo fermarla”

L'Arpa Puglia interviene sul caso della nave con il carico d'amianto che potrebbe sbarcare a Gallipoli. Assennato chiarisce: “Potremo solo controllare i materiali, ma non impedirne lo smaltimento”. Al via Contestazioni e interrogazioni parlamentari.

AMIANTO

GALATONE- “Non abbiamo avuto ancora un coinvolgimento ufficiale sulla vicenda della nave carica d’amianto che starebbe arrivando a Gallipoli. In ogni caso, non potremo fare altro se non provare a eseguire i campionamenti sul materiale che comunque arriverà sigillato. Potremmo solo verificare la presenza o meno di fibre aerodisperse”. Giorgio Assennato, direttore di Arpa Puglia, allarga le braccia e lo dice chiaramente: “se quel carico arriverà per essere smaltito nella discarica autorizzata di Galatone, non ci sarà modo di bloccarlo”.
Non sulla carta, almeno. Nel momento in cui quella discarica della Rei srl è stata autorizzata e, soprattutto, le è stato permesso di ampliare la capienza a 80 mc, tutti sapevano- e non potevano non sapere- che lì possono arrivare materiali provenienti da tutta Italia. Il principio che regola lo smaltimento dei rifiuti speciali, come l’amianto, è infatti la libera circolazione anche oltre i confini regionali. L’opposto rispetto ai rifiuti solidi urbani. Dunque, giuridicamente, non si può bloccare un possibile smaltimento anche proveniente da fuori, per quanto il bacino d’utenza prioritario sia il territorio regionale e provinciale.

Ciò che resta è la levata di scudi del territorio, precisando che, al momento, non ci sono in ballo 20mila tonnellate di materiale ma 5mila, provenienti dalla Sicilia e consistenti in terriccio frammisto ad amianto. La trattativa, al momento non ancora formalizzata, è accompagnata dalla richiesta arrivata dieci giorni fa alla capitaneria di porto di Gallipoli e con la quale si chiede l’eventuale fattibilità per l’ormeggio di una nave, ma senza previsione di arrivo. Il rischio, tuttavia, c’è tutto ed è soprattutto quello di fare da apripista a conferimenti che, seppure leciti, vanno a gravare un’area già di per sé martoriata, a pochi metri dalla discarica chiusa sì ma mai entrata in fase di post gestione di Castellino, a Nardò.

La preoccupazione c’è soprattutto per questo. Non la nega il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, che dà l’altolà.

La stessa Provincia, però, ha firmato l’ok all’ampliamento di quella discarica, con il parere tecnico favorevole di Arpa e Asl e con il coinvolgimento nella conferenza dei servizi, come emerge dagli atti dell’autorizzazione integrata ambientale, dei Comuni di Nardò e Galatone.

Si interviene dopo che i buoi sono scappati? Quasi. Ora si mobilitano i sindaci Livio Nisi e Marcello Risi. Ma le contestazioni dei cittadini non mancano. E sono già iniziate, in attesa di chiarimenti, quelli che sono stati sollecitati dalla parlamentare Bellanova al ministro dell’Ambiente Andrea Orlando.