Vivaisti in ginocchio per la Xylella Fastidiosa: “Siamo soli”

Vivaisti in ginocchio e ulivi sotto attacco anche nel nord Salento. Rischia di allargarsi anche la lista delle piante che devono essere sottoposte ad analisi prima della vendita. E gli aiuti non arrivano

ulivo secolare

COPERTINO- Traballano le prospettive dei vivaisti leccesi. Traballano perchè gli aiuti non arrivano, il fatturato è calato del 70- 80% e non si riesce a vendere ciò che si ha nelle serre. Di più. Continuano le disdette di ordinazioni da fuori regione, soprattutto perchè servono giorni per effettuare le spedizioni, giorni necessarie a sottoporre ad analisi le piante per cui è obbligatorio il monitoraggio.

Nella lista, da cui sono esclusi agrumi e vite e le specie per cui sono è stata chiarita la estraneità al ceppo salentino del batterio Xylella Fastidiosa che ha colpito gli ulivi, in quella lista potrebbero ora confluire altre piante, allargando così l’elenco di quelle che necessitano di analisi prima della vendita. È il rischio che si paventa da Bruxelles, ma che finora, almeno, non ha trovato applicazione. Nel frattempo, si va avanti, incrociando le dita e limitandosi a commercializzare quanto si riesce negli stretti confini della provincia leccese.

Xylella fastidiosa, dunque, galoppa, visto che focolai sono stati individuati vicino alla ferrovia di Squinzano e al parco eolico di Surbo. La zona rossa allarga gli orizzonti e questo fa impallidire, specie di fronte all’arrivo, programmato a febbraio, degli ispettori comunitari. Il pericolo è che, superato il margine leccese, nel cono d’ombra inizino a rientrare anche le altre province limitrofe di Brindisi e Taranto. È ciò che si è detto a detti stretti, tra gli addetti ai lavori, anche in mattinata, a Copertino, nell’incontro organizzato dalla Coldiretti.

Intanto, il monitoraggio dell’Osservatorio fitosanitario regionale prosegue per completare i 16mila campioni programmati e da consegnare a Bruxelles.