Morosità Iacp, tagliati gli ascensori

In una palazzina dell'Iacp di Cutrofiano è stato sequestrato l'ascensore: i sigilli sono stati apposti a causa del debito con la ditta di manutenzione. È solo il primo effetto della morosità che si sta accumulando.

cutrofiano copy

CUTROFIANO- I primi effetti del boomerang morosità nelle case popolari si vedono in provincia. Sin particolare a Cutrofiano, nella palazzina al civico 132 di via Chiusa, di proprietà dell’Istituto autonomo case popolari. Una luce rossa sempre accesa e, un piano più su, un cartello, indicano che gli ascensori sono sigillati, non possono essere più usati. Succede perchè qualcuno non ha pagato la ditta che si occupa della manutenzione dell’impianto elevatore.

La questione è sempre la stessa: quella per cui gli amministratori dei condomìni hanno chiesto un tavolo urgente con il prefetto.  In base alla legge regionale 54 del 2004, che introduce e regolamenta le autogestioni e prevede che siano gli amministratori ad occuparsi dei pagamenti di bollette e quant’altro, fino a due anni fa i debiti degli inquilini morosi venivano anticipati dagli amministratori, che poi venivano rimborsato dall’Iacp.

“Ma da due anni” -dicono dal Sunia- “non accade più. Le risorse degli amministratori sono venute meno e quindi si va incontro al collasso“.

Ma secondo il coordinatore generale dell’Iacp Sandra Zappatore, invece, quelle somme non sarebbero dovute. L’istituto deve occuparsi dell’assicurazione degli stabili, del compenso degli amministratori e di tutto ciò che rientra nelle competenze del proprietario degli immobili. Non dovrebbe quindi utilizzare il denaro pubblico per coprire i debiti di chi non vuole -o in alcuni casi non può- pagare.

CUTROFIANO2 copy