Assemblea Pd, salta l’elezione del Presidente ma la Povero resta in campo

Le aree di minoranza del Pd provinciale non trovano l'accordo e ancora una volta salta l'elezione del presidente. Paola Povero resta in pista: quasi cento firme a suo supporto. L'assemblea provinciale Pd tornerà a riunirsi sabato prossimo

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LECCE- Ancora una volta slitta l’elezione del presidente del Pd, un ruolo di garanzia affidato alle aree uscite sconfitte dal congresso provinciale. Rinviata l’assemblea: se ne riparla sabato prossimo. “Accolgo l’invito di Edoardo Santoro e Alfonso Rampino a rinviare l’Assemblea, per salvaguardare l’unità di questo partito”- ha spiegato Salvatore Piconese. Dietro a questo ennesimo rinvio non è difficile fiutare una nuova spaccatura. Rampino e Santoro sono riusciti a unire le forze per impedire che la nomina alla presidenza filasse lisca come si pensava prima della riunione. Paola Povero, però, resta in campo: ha presentato la sua candidatura, supportata da molte donne e da circa 100 firme, all’interno dell’Assemblea che si è riunita nell’auditorium Cezzi di Maglie.

“E’ una soddisfazione che si sia aperto un tavolo di confronto come modus operandi – spiega Alfonso Rampino – sui nomi devono dialogare i componenti della mia mozione e di quella di Santoro. Privilegiamo più la linea politica e il confronto rispetto ai semplici nomi”. Insomma, le due aree di minoranza hanno imposto il loro niet alla candidatura di Paola Povero, a cui ci teneva tanto anche Michele Emiliano, che mira a estendere la sua influenza nel Salento.

“Quel nome, proposto anche dal sindaco di Bari al segretario provinciale non è stato mai discusso e non era il caso di supportarlo”- chiosano alcuni sostenitori di Rampino. A gettare nello scompiglio l’area renziana è stato proprio l’intervento di Michele Emiliano: buona parte della base leccese mirava a portare avanti Edoardo Santoro, il candidato delle primarie.

Un altro intoppo nel percorso di chiusura delle nomine per la segreteria provinciale che dovrebbe chiudersi nel giro di una settimana, ma che evidenzia la difficoltà di trovare soluzioni unitarie tra le aree minoritarie del partito democratico provinciale. Sabato prossimo l’assemblea dovrebbe trovare la quadra, dovrebbe essere eletta la direzione (20 uomini e 20 donne) e dovrebbe essere nominato il tesoriere(quest’ultima è prerogativa del segretario): si tratta di Gregorio Napoli, 66enne dirigente di Nardò, dalemiano di ferro di grande esperienza.