Fini sull’annessione Pdl: “Aveva ragione Adriana”. Poi l’avviso a Fitto: “Non si fidi di Berlusconi”

L'ex presidente della Camera, Gianfranco Fini, a Cavallino, per presentare le sue memorie sul Ventennio trascorso, dà ragione alla Poli Bortone: “Sbagliata l'annessione al Pdl”. E avverte Fitto: “Di Berlusconi non ci si può fidare”.

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LECCE- “Aveva ragione Adriana”. Lo ammette due volte Gianfranco Fini, prima davanti alle nostre telecamere e poi davanti al pubblico di Cavallino, accorso per la presentazione del suo libro, “Il Ventennio, io, Berlusconi e la destra tradita”. L’annessione al Pdl non si doveva fare: a distanza di qualche anno l’ex presidente della Camera dà ragione alla senatrice Poli Bortone.

C’è, però, una giustificazione a quell’errore: “Era nato il Pd dalla fusione di alcuni partiti, quindi, era necessario dare la svolta verso il sistema bipolare”.

Fini racconta 20 anni di promesse tradite, quelle di Berlusconi e della rivoluzione liberale, un fallimento che ancora brucia, e respinge le accuse di tradimento. Ma non nasconde le scelte sbagliate e il suo suicidio politico con Monti. L’ex presidente della Camera, però, non si pente di aver affrontato il Cavaliere a viso aperto e respinge le accuse di aver spaccato la destra. “Essere di destra significa combattere per la legalità, essere dalla parte della legge: ecco perché non potevo lasciar correre sulle vicende di Berlusconi”. Fini non si pente nemmeno di quella conversazione con un giudice che fece imbestialire il Cavaliere: “Ho solo detto incautamente, a microfoni accesi, quello che ripetevo a Berlusconi”.

Nel futuro dell’ex presidente della Camera non c’è un ritorno in politica: dice di non credere agli uomini per tutte le stagioni e di voler continuare a fare politica dall’esterno, “perché dopo 30 anni in Parlamento è meglio lasciare spazio a qualcun altro”. Ad accoglierlo nel Salento, dove Fini è di casa, non ci sono gli amici storici: poche persone e nessun big della politica locale. Dai fiumi di gente al deserto. Tutto frutto di una serie di mosse sbagliate, fino alla devastante esperienza di Futuro e Libertà.

L’ex presidente della Camera è pessimista sul futuro della destra: non ci sono uomini in grado di fare da cemento dopo la diaspora. Non crede nemmeno alla riesumazione di An: una lotta per le sigle e per una manciata di voti che sono in ballo. Lo scontro tra gli ex big e Fratelli d’Italia rischia di finire nei tribunali e di perdersi nei meandri di processi infiniti. Alla destra mancano le idee: “Renzi propone una riforma del lavoro e a destra c’è solo silenzio”. Fini descrive Berlusconi come un uomo capace di conquistarti e poi di voltarti le spalle quando meno te lo aspetti e lancia un avvertimento ai lealisti: “Fitto è un uomo intelligente: sa che non ci si può fidare di Berlusconi”.