Laboratorio in crisi, centristi e Pd pronti alla resa dei conti. Tanti comuni a “rischio” elezioni

Sempre più braccio di ferro tra Pd e Nuovo Centrodestra. Alleati da Laboratorio ma avversari nelle prossime elezioni. A richio la tenuta di tante amministrazioni.

bruno

BRINDISI- Tante amministrazioni ancora in piedi. Tanti buoni propositi, a fronte di programmi già stilati, che però rischiano di essere seppelliti dalle dure leggi della politica. Da una parte, il Partito Democratico. Dall’altri, gli ex Udc transitati in Nuovo Centrodestra. Due anime, le più importanti, di un Laboratorio politico che sembra ormai essere giunto al tramonto.

E così, per un Maurizio Bruno e,quindi, una segretaria provinciale, quella dei democratici, che chiedono chiarezza e quindi un incontro, ecco che dall’ex coordinatore provinciale Udc Ciro Argese arriva la disponibilità ad un eventuale incontro e anche ad una vera e propria verifica.

I fatti sono ormai storia. Con il passaggio dei centristi di Ferrarese, praticamente in blocco,nelle fila del nuovo partito di Alfano, la tenuta di quelle amministrazioni comunali dove il laboratorio governa è messa a rischio dalle strategie elettorali, in primis nazionali, in vista della prossima tornata.

Oria, Mesagne, Torre Santa Susanna, San Pancrazio, Cisternino: Per non parlare di Brindisi.  Chi, oggi, siede tra i bacnhi dei consigli Comunali andando a braccetto in veste di alleato, tra qualche settimana sarà chiamato al confronto politico, piuttosto accesso, a caccia di voti e di consensi. Su fronti ovviamente diversi. Una cosa è la sinistra. Un’altra la destra. E così, era stato il segretario brindisino del Pd Maurizio Bruno a chiedere un incontro, “con la consapevolezza che le prossime Europee segneranno la fine”.

L’ex segretario Udc Ciro Argese, transitato anche lui in Ncd, si dice pronto al confronto. “Valuteremo la proposta di Bruno – dice il Cegliese – e affronteremo la vicenda. Nella consapevolezza che gli equilibri delle varie amministrazioni andranno valutati prima caso per caso, nello specifico. E poi, in un secondo momento, complessivamente”.

La questione assume anche una importante valenza temporale. Il confronto, sarebbe auspicabile per ogni singola comunità interessata, dovrebbe arrivare in tempi stretti. Perché se non ci fossero le condizioni per andare avanti, l’interesse di tutti, cittadini e politica, è quello di evitare lunghi periodi di commissariamento. La dead line, in questo caso, è idealmente fissata all’ultimo giorno del mese di Gennaio. Data che indica una sorta di ultimatum etico che permetterebbe lo scioglimento delle amministrazioni in carica nella consapevolezza che in primavera, poi, si possa tornare al voto.