Gasdotto, Tap e Igi Poseidon insieme? Edison: “Attendiamo convocazione”

Edison è pronta all'accordo con Tap per spostare a Otranto l'approdo del gasdotto. “Siamo in attesa di una convocazione a breve”, dice la società.

percorso gasdotto TAP

SAN FOCA- “Siamo in attesa di una convocazione, da parte di chiunque voglia sentirci, dal Ministero o dalla Regione. La nostra disponibilità non mancherà”. Edison, per bocca del suo addetto stampa, fa chiaramente capire che attende solo il là politico ad unirsi in matrimonio con Tap e sancire lo spostamento a Otranto del gasdotto per cui Bari ha chiuso la porta a San Foca.
Quel che appare più che certo, comunque, è che quella convocazione è nell’aria. Lo era già poco prima del parere negativo che il Comitato Via ha rilasciato martedì, lo è soprattutto ora che quella bocciatura ha posto Tap in un cul de sac, lasciandole, in sostanza, solo due opzioni: ripresentare un progetto sul Brindisino o comunque altre aree a nord di Lecce o trattare con Edison.

Nel primo caso, subentrano problemi di diversa natura: un nuovo progetto da stilare, una nuova procedura di valutazione da iniziare, possibili, plausibili, nuove barricate pronte ad essere innalzate. E questo nonostante i tecnici regionali lo abbiano chiaramente fatto intendere: nonostante ci siano siti protetti come Natura 2000 o comunque di importanza comunitaria, è possibile, ed è previsto dalla normativa, derogare ai vincoli, per “motivi imperativi di rilevante interesse pubblico”, com’è stato ritenuto, appunto, il gasdotto Tap.

Tutto sta nel verificare se convenga di più avventurarsi in questa nuova ipotesi o aprire ufficialmente un dialogo, stavolta in sedi istituzionali, con Igi Poseidon, il consorzio titolare del progetto di un metanodotto gemello a Otranto, che al momento non ha forniture di gas ma ha le autorizzazioni ministeriali.

La seconda strada, appunto, è proprio questa. E l’anello di congiunzione tra le due società in sostanza c’è ed è, tra l’altro, il volto di Tap sul territorio salentino, Giampaolo Russo, country manager arrivato lì dopo essere stato direttore Affari istituzionali di Edison. È lui che dalle colonne di Repubblica dice: “Da parte di Tap c’è disponibilità totale anche su Otranto, ma a patto che ci sia un consenso politico trasversale, oltre alla fattibilità tecnica. Tap ed Edison sono due aziende che possono sedere a un tavolo, fare un’analisi puntuale e trovare un controvalore di fusione dei due progetti”. È chiaro che Edison chiederà una contropartita non da poco.

Sul piatto c’è un’opera che vale moneta sonante, un qualcosa come 24 miliardi di dollari americani solo per la sua realizzazione. Si attende che Roma batta un colpo. La competenza di dirigere il traffico è del Ministero dello Sviluppo Economico, nella trama ufficiale. A cucire l’ordito ufficioso, invece, ci starebbe già pensando da tempo la politica, ai vari livelli.