Cercò di rapinare poste con finta bomba: “Ero affamato”

Lo scorso lunedì, tentò di rapinare l’ufficio postale di Francavilla con una radiolina spacciata per ordigno esplosivo. “Ero affamato – ha rivelato il brindisino Sancesario– perché non mangiavo da tre giorni”. E il Gip lo assegna ai domiciliari.

Ufficio Postale

FRANCAVILLA- Preso dai morsi della fame, lo scorso lunedì aveva tentato di rapinare, si fa per dire, la filiale di Poste Italiane di Viale Lilla a Francavilla minacciando la cassiera con un finto ordigno esplosivo. Tentativo malamente fallito testimoniato dalla fuga e dal successivo arresto. Nel pomeriggio di giovedì, a margine dell’interrogatorio di garanzia, il Gip Maurizo Saso ha sì convalidato l’arresto per il 35enne Brindisino Gianluca Sancesario mutando però al contempo la detenzione che, dal carcere, si trasforma in regime domiciliare.
Questo perché l’uomo, di casa ad Oria, aveva agito per fame, per disperazione. Per stato di necessità, attenuante riconosciuta dal gip al momento dell’interrogatorio in cui Sancesario, assistito dall’avvocato Marcello Marasco, ha fornito la sua singolare versione dei fatti.

Secondo quanto raccontato al giudice nella sala interrogatori del carcere, l’uomo ha raggiunto Francavilla in treno, presumibilmente senza pagare il biglietto. Dalla stazione della Città degli imperiali, ha raggiunto il vicino ufficio postale, prima identificandosi con tanto di documenti. Quindi chiedendo alla cassiera, postamat in mano, di verificare il suo conto corrente.

C’erano solo 25 centesimi ed è lì che nella testa dell’uomo, poi si scoprirà a digiuno da 3 giorni, è scattato l’istinto di sopravvivenza. Dalla tasca, Sancesario ha estratto una radiolina, ricoperta di nastro adesivo.

“Se non mi dai i soldi, faccio esplodere tutto”. Ma la cassiera si è rifugiata sul retro, mentre i clienti sono fuggiti. Dopo qualche secondo, rimasto solo nell’ufficio postale, Sancesario è fuggito anche lui. Ma i carabinieri, di fronte a documenti di riconoscimento, testimonianze e immagini di videosorveglianza, sapevano bene dove cercare. Una volta arrestato, l’uomo ha chiesto ai militari un panino per sfamarsi. Quindi era stato condotto in carcere per uscire dopo qualche giorno e rifugiarsi, in regime di arresto, presos la casa dei suoi genitori nel capoluogo. Una storia insomma, che affonda le sue radici in un momento di profonda crisi, finanziaria e sociale, capace di portare un uomo affamato a tentare di rapinare un ufficio postale con in mano una semplice radiolina. E nelle tasche, bucate, tanta disperazione.