Legarono pastore ad un albero e gli rubarono il gregge: 4 arresti

4 pastori di Monteparano e San Pancrazio Salentino sono stati arrestati all'alba dai carabinieri. Sarebbero gli autori di una cruenta rapina avvenuta lo scorso maggio in una masseria tra Porto Cesareo e Nardò. La vittima fu ferita e legata ad un albero. I 4 portarono via un intero gregge di pecore.

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PORTO CESAREO- Era al pascolo con il gregge, nelle campagne tra Porto Cesareo e Nardò, fu avvicinato da 4 individui, colpito violentemente alla testa, legato mani e piedi con una corda e poi immobilizzato ad un albero. Era il 14 maggio dello scorso anno, ed ora, a distanza di alcuni mesi, i carabinieri della compagnia di Campi Salentina al comando del maggiore Nicola Fasciano , hanno dato un volto e un nome ai responsabili della cruenta rapina finalizzata al furto di un intero gregge di pecore, 40 capi caricati su un furgone e portati via. 

I 4 sono stati ammanettati all’alba dopo una lunga notte di perquisizioni nelle masserie di Monteparano, nel tarantino. In manette sono finiti i 3 fratelli Merico, tutti pastori: Daigoro, Luigi e Giuseppe, proprietari di una serie di aziende agricole, e il brindisino Salvatore Esposito, di San Pietro Vernotico.

Erano insieme, tutti e 4 , il giorno della cruenta rapina. La vittima, un pastore rumeno dipendente dell’azienda “Castellaneta Angelo e fratelli” , li ha riconosciuti.

Pochi quel giorno gli elementi in mano agli inquirenti: il pastore non li aveva mai visti, ma era molto probabile che loro i luoghi li conoscessero bene. In passato erano stati proprietari di masserie nella zona e lì avevano deciso di agire.

Lunghi appostamenti, filmati e osservazioni della loro attività anche alla presenza , discreta naturalmente, di esperti del settore, hanno permesso ai militari di individuare anche il gregge rubato: durante il pascolo infatti un gruppo di ovini tendeva a rimanere isolato dal gruppo, come se non appartenesse al gregge e fosse stato portato li da poco. Le pecore rubate, da qui il nome Dolly all’operazione, non avevano raggiunto l’anno di età e quindi non erano ancora microchippate. Sarà l’esame del Dna confrontato con quello dei genitori a dire se si tratti effettivamente dei capi rubati.

Ad incastrarli anche l’uso di un cellulare, uno dei tre rubati al pastore durante la rapina. Lo aveva rimesso in funzione, con una sua scheda, la moglie di Luigi Merico, denunciata per ricettazione.

Intanto i 4 pastori , arrestati su richiesta del pm Carducci e per disposizione del gip Cazzella , rispondono di rapina aggravata in concorso e lesioni personali aggravate.  Se il movente della rapina sia stato solo il furto o dietro ci sia qualcosa di più saranno le indagini successive a stabilirlo.

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