Aeroporto, Confindustria scommette sullo scalo. Imprenditori in campo

Confindustria scommettere sulle opportunità economiche derivanti della riapertura ai voli civili dell'Arlotta. Confindustria ritiene che l’operazione in corso con la compagnia aerea Cityline Swiss di Lugano debba essere accolta al meglio dal territorio ed incentivata a tutti i livelli

Aeroporto 'Arlotta-Grottaglie'

TARANTO- Anche l’associazione degli industriali di Taranto scende in campo per l’aeroporto di Grottaglie. Gli imprenditori dell’associazione di via Dario Lupo sono pronti a scommettere sulle opportunità economiche derivanti della riapertura ai voli civili dell’Arlotta. Come? Intanto con una proposta concreta. L’associazione incentiverà le proprie imprese a utilizzare dei voli di linea proposti, dal vettore di Lugana al fine di garantirne, sia pure solo per la sua parte, un iniziale “decollo” nel segno della concreta operatività.

Confindustria ritiene che l’operazione in corso con la compagnia aerea Cityline Swiss di Lugano debba essere accolta al meglio dal territorio ed incentivata a tutti i livelli: istituzioni, associazioni, politici e sindacati devono fare fronte comune per far sì che l’opportunità che si prospetta si concretizzi al meglio, bypassando i venti di fronda che già si registrano dall’AdP attraverso atteggiamenti di ostruzionismo ingiustificati e, sia pure solo per certa parte, anche dalla vicina Brindisi.

La riapertura dello scalo grottagliese ai voli di linea, oltre che consentire al terminal di esprimere finalmente tutte le proprie potenzialità, in quanto dotato di una delle piste più lunghe d’Italia, consentirebbe all’intero territorio pugliese di potersi fregiare di nuovi traffici aerei e di una nuova attrattività sia sul piano turistico sia dal punto di vista della concreta diversificazione dei servizi offerti, in una moderna ottica di sistema integrato trasportistico regionale.

Le lotte di campanile, in casi come questo, vanno invece fortemente stigmatizzate in quanto rette da logiche di “orticello” che ben poco hanno a che fare con realtà protese alla crescita e allo sviluppo.