Provincia, tra 48 ore potrebbe arrivare il rimpasto. Melica: “Gabellone ci ripensi”

Tra al massimo 48 ore Gabellone procederà al rimpasto in provincia. Marcella Rucco ha già consegnato le sue dimissioni, mancano quelle dell'assessore D'Antini, ma potrebbero arrivare a ore. Melica invita Gabellone a ripensarci: “Rimpasto illogico”

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LECCE- “Il rimpasto in provincia doveva avvenire un anno fa per garantire i difficili equilibri di maggioranza, ma ora diventa un boomerang”. Questo è solo uno dei commenti di alcuni esponenti del centrodestra, che si ascoltano nei corridoi della provincia o di Palazzo Carafa. Nunzia Brandi e Fernanda Metrangolo attendono il loro turno da molto tempo, ma ora è troppo tardi: la provincia sta per chiudere i battenti.

4 mesi sono veramente pochi anche per capire cosa succede all’interno di un assessorato, inoltre tutto quello che doveva essere fatto è già stato fatto. Difficile giustificare tutti davanti all’opinione pubblica e soprattutto difficile tenere a bada l’opposizione, che sta già dando fuoco alle polveri. Ci sono già le critiche spietate di Pendinelli e di Rampino, che parlano di uso dell’ente per logiche di partito. Anche il capogruppo dell’Udc a Palazzo Carafa, Luigi Melica, chiede a Gabellone di far prevalere il suo garbo e la sua correttezza per bloccare un rimpasto illogico. “Sostituire due Assessori – spiega – è un atto che non può che scaturire da un’insoddisfazione del loro operato da parte della maggioranza politica e dalla contestuale urgenza di ricoprire tali postazioni con altro personale politico. Non mi sembra che sussistano tali condizioni” – osserva Melica.

Intanto, Filomena D’Antini non sembra essere intenzionata a consegnare le dimissioni, ma entro questa settimana dovrebbe arrivare la decisione: massimo 48 ore e poi Gabellone dovrebbe procedere. Il presidente, stretto tra due fuochi, per ora prende tempo.

Melica prova a suggerire il piano b a Gabellone: “Tenuto conto del poco tempo che rimane prima della fine della consiliatura, sarebbe preferibile che il Presidente trattenesse per sé le deleghe o le ripartisse tra gli altri Assessori, con evidenti risparmi di spesa”. Insomma, se Rucco e D’Antini devono andare via, secondo il professore, meglio non distribuire le deleghe.

Difficile che questa logica venga accettata da chi aspetta il suo premio: Aldo Aloisi, vuole un assessore del suo movimento in provincia, Nunzia Brandi, appunto e Fernanda Metrangolo attende il suo premio dopo aver sostenuto l’attuale sindaco di Squinzano, proprio contro Marra. Anche la maggioranza di Surbo sarebbe contenta di mandare a casa Filomena D’Antini. Equilibri di maggioranza che Gabellone non metterà a rischio: ecco perché il rimpasto è cosa quasi fatta.