Droga, nelle intercettazioni i canali di provenienza della “Neve tarantina”

Nelle 200 pagine di ordinanza del gip di Lecce Antonia Martalò le intercettazioni che confermano il traffico internazionale di droga smerciata a Taranto

TARANTO- 17 in carcere, 8 ai domiciliari. 5 con l’ obbligo di dimora. Ecco i nomi dei 17 finiti dietro le sbarre, quasi tutti tarantini sono: Cristian Briganti, Aldo Catapano, Fabio Ferrigni, Daniele e Francesco Leale, Salvatore Maglie, Cartaldo Missiano. Della provincia di TarantGentile di Roccaforzata.

E ancora c’è Ferruccio Balestriesri, di Taranto, ma arrestato nel brindisino , ad Ostuni. E poi, a confermare i contatti con Bari, il putignanese Cesare Giliberti, il barese Domincio di Gioia e Paolo Locorotondo di Noci. Ma tra i canali di approvigionamento della droga, secondo l’ accusa, c’erano oltre Bari anche la Colombia e la Ndrangheta calabro lucana. E qua spunterebbero i nomi di Francesco Gaeta e Cosimo Vena di Poliocioro, e di Michele Puce di Matera.

Che fossero queste le terre di provenienza della “Neve tarantina” si chiama cosi l’ operazione chiusa dalla Dda di Lecce e dalla procura di Taranto col blitz di carabinieri e gdf di Taranto, emerge anche dalle intercettazioni. Alla 43esima pagina delle 206 di ordinanza a firma del gip di Lecce, si legge dei contatti col quartiere Japigia di Bari. Conferme anche nelle altre pagine.

E ancora, nelle altre intercettazioni si fa riferimento alla gestione di veri e propri arsenali di armi. E i numeri da capogiro sia in termini di quantitativi di cocaina ed eroina trafficati che in termini di affari nazionali ed internazionali, adesso, stroncati.