“A caccia di rifiuti come nella Terra dei fuochi”

QuattroStelle

LECCE- “A Lecce sarà portata l’esperienza fatta nella Terra dei Fuochi”: conoscenze, attrezzature, coordinamento. Per la caccia ai rifiuti tossici nel Salento, la prima riunione organizzativa convocata in Procura ha posto il primo punto fermo: bisogna stringere il cerchio, partire dalla zone già sospette e fare presto. In mattinata, seduti allo stesso tavolo nella stanza del procuratore generale Giuseppe Vignola, anche il procuratore capo Cataldo Motta, l’aggiunto Ennio Cillo e il sostituto Elsa Valeria Mignone, vero archivio storico in materia di smaltimenti illeciti.

Con loro, i carabinieri del Noe di Lecce, gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, con la presenza, tra l’altro, del comandante regionale Giuseppe Silletti, e dodici finanzieri, innanzitutto del Gico di Lecce, ma anche del reparto aeronavale di Bari e da Roma. Il vertice è stato necessario per capire quali sono i mezzi a disposizione e come impiegarli per dare risposte concrete nei controlli da effettuare. Non c’è ancora una calendarizzazione precisa, passo che sarà organizzato nella riunione ristretta che si terrà la prossima settimana, giovedì pomeriggio.

Nel frattempo sono state gettate le basi della ricerca, com’era stato promesso lo scorso 26 novembre quando è stata data la comunicazione dell’apertura del fascicolo per traffico illecito di rifiuti, dopo l’autunno caldo della desecretazione delle confessioni di carmine schiavone, delle indicazioni del pentito Scu Silvano Galati, delle inchieste giornalistiche che hanno ricostruito anche altre realtà.

Si partirà da questo patrimonio di conoscenze, con controlli organizzati su varie fasi: prima i sorvoli con i mezzi aerei delle Fiamme Gialle, poi i rilievi a terra, tramite geomagnetometri e georadar soprattutto, unico modo per confermare l’eventuale presenza di fusti. In dote si portano le attrezzature e le esperienze già utilizzate nel casertano. Inoltre, la Forestale si doterà del laboratorio mobile delle acque, per una prima analisi, necessaria per capire se bisogna attenzionarle alla ricerca di qualcos’ altro. 

Non sarà battuto tutto il Salento a tappeto, è chiaro. L’attenzione si concentrerà soprattutto sulle aree sospette, che ricadono principalmente nella fascia sud occidentale della provincia: Supersano, Gallipoli, Ugento, Casarano, Cutrofiano. Altri siti potranno essere interessati, come ad esempio le vecchie discariche tal quali, dove si smaltiva di tutto.

La macchina è partita. Ora si attendono le risposte.

 

 

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