Traffico di droga dai Narcos colombiani e dall’Ndrangheta: 27 arresti

Operazione “Neve Tarantina”. Cocaina, eroina ed armi a Taranto dai Narcos colombiani, dalla Ndrangheta e dalla mala barese.

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TARANTO- Cocaina, eroina ed armi dai Narcos colombiani, dalla Ndrangheta e dalla mala barese. Il tutto per un totale di 27 arrestati tra Taranto, Brindisi Bari e Matera per associazione a delinquere finalizzata al traffico, anche internazionale, e alla detenzione e spaccio di droga, con la aggravante della disponibilità di armi e munizioni. Armi in quantitativi e tipologie pericolosissime, tra pistole fucili e mitragliette. Porta “..un paio di quintali di legna..” “..ma se dovevi venire, mi portavi l’acqua!”.

E “se vuoi ti ho preso una birra”, (pp. 65, 66) . Legna, acqua, birra, ma anche cozze, neve, dolcetto. Sono solo alcune delle parole in codice per indicare, nelle telefonate, la cocaina. È quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere per 17 persone, 8 ai domiciliari e 5 sono state colpite da obbligo di dimora.

I nomi, eccoli, tutti sulla prima pagina dell ordinanza a firma del gip del tribunale di Lecce Antonia Martalò, su richiesta di Alessio Coccioli , sostituto procuratore della Dda di Lecce che ha portato avanti le indagini. Un nome su tutti. Quello di Aldo Catapano, detto Alduccio, figlio del veterano della mala tarantina Giuseppe Catapano, e nome di spicco nell’omonimo gruppo criminale noto per le attività di spaccio a Talsano. Risalta poi il nome di Daniele Leale, braccio destro di Alduccio ed appartenente alla vecchia guardia con a capo i fratelli Modeo, che gestivano il narcotraffico tra la fine degli anni 80 e l’ inizio dei 90. 3 i canali di rifornimento individuati nel corso delle indagini, scattate nel 2009.

La droga, parliamo principalmente di cocaina, ma anche di eroina e marijuana, arrivava a Taranto innanzitutto dalla Colombia, attraverso la Spagna. Poi, da Bari, dal quartiere Japigia, storica rioccaforte del clan Parisi-Palermiti.

E , terzo canale, quello calabrese, della ndrangheta di Gioia Tauro, tramite Scanzano Ionico in Basilicata. Gli investigatori hanno individuato peraltro un vero e proprio laboratorio clandestino per il taglio ed il confezionamento della droga, tagliata anche con anfetamine e farmaci antimetorici.

Tutto documentato dalle immagini che vedete, recuperate grazie a telecamere di videosorveglianza installate nei presso di parco cimino a Taranto. È stata smantellata insomma, con l’operazione “Neve tarantina”, un’associazione fitta e ben organizzata. E soltanto durante il blitz all’alba, tanto per fare un esempio sulla portata dell’ oeprazione, sono stati trovati e sequestrati un chilo e 150 gr di cocina con un elevata percentuale di purezza, tagliata con un farmaco, un antiparassitario usato dai veterinari. Sequestrato poi l’ arsenale : una mitraglietta, una pistola, 2 fucili munizioni e ricetrasmittenti.

Oltre al Procuratore Capo della Dia di Lecce Cataldo Motta, presente anche il procuratore di Taranto Franco Sebastio. Gli arresti sono stati eseguiti dai carabinieri del Nucleo investigativo, coordinati dal comandante Fabio Bianco e dagli uomini del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza, al comando di Giuseppe Micelli.