Le tolgono la casa perchè non paga il mutuo: donna in sciopero della fame. Revocato il pignoramento

Ha proclamato lo sciopero della fame una donna che vive a Lequile, alla quale la banca ha tolto la casa. Non riusciva più a pagare il mutuo ma, a suo dire, non è stato accertato nessun accordo alternativo che lei aveva proposto. La banca provvede e revoca il pignoramento

DONNA

LECCE- Un cartello al collo in cui annuncia che non mangerà più, a meno che non le ridiano la casa. La signora Fabiola Paladini, leccese residente a Lequile, ha scelto questo metodo di protesta contro quella che, secondo lei, è un’ingiustizia che sta subendo. Rimarrà in via Foscarini, davanti ad un istituto bancario, bevendo solo acqua e qualche caffè. Perchè, mentre lei è lì, le stanno togliendo la casa.


Non ha pagato il mutuo per troppo tempo, lei non lavora, è invalida civile e percepisce una pensione di 271 euro al mese. L’appartamento lo ha comprato nel 2003 accendendo un mutuo della durata di 30 anni.  Godendo della legge Bersani, 18 rate furono accordate a fine mutuo.  Ma non è bastato.  E, come legge vuole, la banca si è rivalsa sulla pensione per 9 mesi.  Si è aperta una causa ed il giudice ha archiviato il caso.

La signora denuncia quella che, a suo dire, è un’angheria: avrebbe provato più volte a rinegoziare il mutuo, a chiedere dilazioni ed anche a dare immediatamente 50mila euro che un amico era disposto a prestarle, ma, a quanto pare, non c’è stato nulla da fare.

Un impiegato del polo legale della banca, che ha in mano la pratica, ha incontrato la signora. L’ha informata di aver contattato la sede centrale e Roma, promettendo di darle notizie.In seguito è intervenuto l’istituto di credito tirato in causa che dice: nel pomeriggio di oggi è stato concordato un piano di rientro mensile con la signora . Allo stesso tempo è stata sospesa la procedura di pignoramento.