Marò, Bonino: “Dipende tutto da capo imputazione”

Ancora tanta incertezza dall'India sul caso dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Se sarà applicata o meno la pena di morte per i due fucilieri dipende dal capo di imputazione, ma la polizia indiana non si è ancora pronunciata

bonino4

TARANTO- “Difficile mantenere la serenità, per le famiglie Latorre e Girone, in un clima così confuso e su una situazione tanto delicata”. È il commento di Antonello Ciavarelli, delegato nazionale Cocer (sindacato per la marina militare) dopo le ultime notizie che riguardano i due marò detenuti in India ormai da due anni. “La situazione da parte indiana è sempre più confusa – ha spiegato il ministro degli Esteri, Emma Bonino – la polizia non ha ancora esplicitato i capi d’accusa”. Secondo il capo della Farnesina, in India “c’è il condizionamento della campagna elettorale che rende imprevedibile il comportamento delle autorità”.

Il fuciliere tarantino ed il suo collega di barese rischiano insomma di essere strumentalizzati per le questioni politiche indiane, in vita appunto delle prossime elezioni. Fondamentale, in sintesi, definire e conoscere i capi di imputazione e se sarà applicata o meno la legge antiterrorismo.Sarà questo ad implicare la pena da applicare al caso.

La Bonino ha incontrato, proprio per discutere di questo, il vice-presidente della Commissione europea, Antonio Tajani, che nei giorni scorsi ha minacciato di interrompere i negoziati di libero scambio tra unione europea e India qualora la magistratura indiana decidesse di far ricorso alla pena di morte nel processo ai due militari italiani. Per l’ex ministro agli affari esteri, Giulio Terzi, l’errore è stato far ritornare i due fucilieri in india. E mentre la Bonino dice che valuterà “ogni opzione sul tappeto”, terzi non nasconde di essere seriamente preoccupato per il destino dei due fucilieri.

Dal canto suo, invece, Tajani,  ha annunciato che chiederà l’intervento di Bruxelles attraverso due lettere:  una al presidente della Commissione europea Jose’ Manuel Barroso e l’altra all’Alto rappresentante Ue per la politica estera e la sicurezza, Catherine Ashton. E’ ora di chiudere una situazioenio che viene trascinata da due anni a discapito dei due militari e dello stato italiano